Agrigento

Relazione Dia, Cilona: “Combattere la mafia non soltanto militarmente”

L'intervista al capo della Dia di Agrigento sulla relazione semestrale

Pubblicato 4 anni fa

Dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, con riferimento ai primi sei mesi del 2021, emerge un quadro sicuramente allarmante, la mafia c’è e continua ad esistere e nella provincia di Agrigento è ormai assodata la presenza di Cosa nostra e della Stidda e lo dimostrano le operazioni “Oro Bianco”, “Xydi” e “Waterloo“.

“Dalla relazione è emerso la volontà da parte dell’agire mafioso di sfruttare quelle garanzie del sistema giudiziario come vulnerabilità, che sono fatte a garanzia di tutti, e quindi ad esempio, avvicinarsi all’avvocato per attirarlo dalla propria parte e renderlo un ‘fantoccio'”, dichiara il vicequestore Roberto Cilona a capo della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento.

Dalla relazione è emerso che la mafia agrigentina sembra prediligere i mercati illeciti, come gli stupefacenti, ma anche leciti come l’ortofrutta. “Una agromafia parassitaria che si interessa prevalentemente delle intermediazioni”, dice il vicequestore Cilona. “Si ritiene che la mafia in quanto silente, liquida, non sia più pericolosa, ma invece lo è, aggiunge Cilona. La questione principale è: combattere e vincere l’ambito militare della mafia, non significa sradicare il fenomeno dal territorio. Ma è anche una mafia social, che fa sempre più spesso uso dello strumento informatico per veicolare le informazioni, ha concluso il vice questore Roberto Cilona. E’ social dal punto di vista identitario, in quanto molto spesso, si porta ad evocare la mafia in maniera non malefica, ma il male non va mai incoraggiato su nessun mezzo di comunicazione”.

Per contrastare l’infiltrazione nell’economia, nel primo semestre del 2021 sono stati confiscati a soggetti mafiosi o prestanome beni illecitamente accumulati per 129 milioni e 307mila euro e sequestrati altri (ville, terreni, conti correnti, vetture) per un valore di 93 milioni 771mila euro, di questi ultimi 68 milioni sono stati sequestrati a Cosa Nostra.

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