Agrigento

Maddalusa a secco, una residente scrive a Papa Leone: “Sete e igiene non posso essere usate come punizione”

Da oltre due mesi i residenti della cosiddetta zona "A" sono senza acqua; alcuni di loro hanno incontrato il sindaco Sodano in consiglio comunale

Pubblicato 1 ora fa

Rubinetti ancora senza acqua a Maddalusa, la cosiddetta “zona A”, un’area urbanizzata, ma non servita in modo stabile dalla rete idrica pubblica. Per questo molte famiglie dipendono dalle autobotti per avere l’acqua ma con il fermo dei mezzi, la situazione è peggiorata: diverse abitazioni sono rimaste completamente a secco e decine di famiglie, con all’interno bambini, persone con gravissime disabilità, allettati e persone affette da patologie terminali, sono costretti a vivere senza acqua.

Alcune famiglie ieri hanno partecipato al consiglio comunale e hanno espresso i loro malumori al Sindaco Michele Sodano, che ha ascoltato ognuno di loro, calandosi nei loro panni ha affermato: “non ci dormo la notte, non è una situazione facile da risolvere. Io sono dalla vostra parte e sono qui per voi”.

I cittadini sono stanchi pero di promesse e rinvii. “Da oltre due mesi stiamo vivendo una gravissima emergenza idrica: dai nostri rubinetti non esce una goccia d’acqua. Questa totale assenza di un bene così primario sta calpestando la nostra dignità, mettendo a rischio la salute di anziani, malati e bambini. Ci viene risposto che l’erogazione ci viene negata perché risiediamo in abitazioni nate in passato da condizioni di abusivismo. Santo Padre, pur comprendendo il valore della legalità, crediamo fermamente che la sete e l’igiene non possano essere usate come punizione”, scrive Alessandra Russo in una lettera che ha inviato al vescovo Damiano e che domani farà recapitare a Papa Leone che sarà in visita a Lampedusa. “Negare l’acqua significa negare il diritto alla vita, che prescinde dalla regolarità catastale di un immobile. Come Lei ha espresso nella Sua Enciclica Laudato si’, l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale. Di fronte a tutto questo, sottolinea la residente di Maddalusa, la politica, lo Stato e chi ci amministra a livello locale fanno finta che il problema non esista, voltandosi dall’altra parte e lasciandoci in un isolamento totale. Al contempo, assistiamo a un doloroso paradosso: la Protezione Civile si sta giustamente mobilitando con imponenti trasporti di autobotti per garantire ogni servizio logistico e idrico in vista del Suo prossimo arrivo a Lampedusa. Questa disparità dimostra che i mezzi e le risorse ci sono, ma vengono attivati solo per i grandi eventi, mentre i residenti vengono lasciati morire di sete nella quotidianità. Sappiamo che Lei non vorrebbe mai che la Sua presenza fosse associata a un’efficienza che viene invece negata ai dimenticati di questa stessa terra. Visto il silenzio assordante delle istituzioni, che ignorano i nostri diritti più elementari, speriamo che la Sua parola possa finalmente avere voce in capitolo e rompere questo muro di indifferenza. La Sua voce autorevole può accendere un faro sulla nostra sofferenza e richiamare chi governa ai propri doveri di giustizia e misericordia. Affidiamo a Lei la nostra speranza, certi del Suo sguardo paterno. Con profonda devozione.”

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.23/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.23/2026
Pagina 1 di 19
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv