Canicattì

Danneggiata foglia in memoria del maresciallo Guazzelli, il sindaco Corbo: “Inaccettabile”

Ancora un atto di vandalismo all’interno del Giardino dei Giusti

Pubblicato 6 ore fa

Canicattì si trova di fronte a un nuovo, vile oltraggio. La foglia commemorativa dedicata al maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli è stata ritrovata tagliata di netto. Ad aggiungere un elemento di mistero alla scena, nelle immediate vicinanze dell’installazione divelta è stato rinvenuto un involucro di plastica, un dettaglio ora al vaglio per comprendere se sia in qualche modo legato agli autori del gesto.

Il danneggiamento, compiuto con ogni probabilità durante le ore notturne, colpisce al cuore la Villa Comunale, un luogo che si pone come fulcro di memoria e riscatto civile. La gravità dell’episodio risiede nella sua reiterazione, che delinea dinamiche a dir poco inquietanti. Il danneggiamento del manufatto dedicato al maresciallo Guazzelli — instancabile investigatore antimafia ucciso da Cosa Nostra — si inserisce infatti in un quadro di continui attacchi: sempre all’interno della Villa Comunale, si era registrato, nelle settimane scorse, il furto della targa d’intitolazione dedicata a Stefano Saetta, figlio del giudice Antonino. Uno sfregio a cui si era posto rimedio grazie alla ferma volontà dell’amministrazione comunale, che ha provveduto immediatamente a ricollocarla. Colpire a breve distanza un nuovo simbolo assume, in questa luce, i contorni di una deliberata e sistematica sfida.

A prendere una posizione netta di fronte all’accaduto è il sindaco Vincenzo Corbo: «Si tratta di un atto vile e inaccettabile che ferisce l’intera comunità. Questi continui sfregi ai simboli della memoria non ci intimidiscono, anzi rafforzano la determinazione dell’amministrazione comunale nel difendere i presidi di legalità e nel procedere immediatamente al ripristino dell’opera. Canicattì non arretrerà di un passo di fronte a simili provocazioni e continuerà a fare della memoria un pilastro fondamentale dell’agire pubblico. Questo ennesimo attacco impone un’analisi che vada ben oltre il semplice fatto di cronaca. Ci troviamo di fronte a una dinamica che svela quanto la battaglia per la legalità sia una questione profondamente culturale.Accanirsi in modo così chirurgico contro le memoria significa riconoscere a quei simboli un enorme potere: quello di educare le nuove generazioni, di infastidire le coscienze sopite e di segnare un confine netto tra lo Stato e chi, nell’ombra, vorrebbe riaffermare vecchie logiche di omertà. Non si tratta della “banale” distruzione di un bene, ma dell’espressione di una subcultura che tenta disperatamente di resistere al cambiamento, illudendosi che rimuovere una targa o recidere un manufatto possa bastare a tranciare le radici della memoria collettiva”, conclude il primo cittadino.

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