Bando da 5 milioni per la riqualificazione dei beni confiscati alla mafia, Albano: “Saranno luoghi di servizi e inclusione”
L'intervento, finanziato con risorse regionali, è rivolto ai Comuni e ai Consorzi per la legalità e lo sviluppo siciliani che risultino assegnatari dei patrimoni sottratti alle mafie.
Cinque milioni di euro per riqualificare i beni confiscati alla criminalità organizzata e restituirli pienamente alla collettività. È questa la finalità del nuovo avviso presentato oggi dall’assessora regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Nuccia Albano. L’intervento, finanziato con risorse regionali, è rivolto ai Comuni e ai Consorzi per la legalità e lo sviluppo siciliani che risultino assegnatari dei patrimoni sottratti alle mafie. Dopo la riqualificazione, le strutture potranno essere trasformate in spazi destinati a servizi sociali e socio-assistenziali. “Questo avviso – dice Albano – è un investimento che unisce legalità e sviluppo: diamo concretezza al principio secondo cui un bene sottratto alla criminalità organizzata deve tornare a essere un patrimonio della comunità e diventare un luogo di opportunità, servizi e inclusione. L’iniziativa è un ulteriore strumento per sostenere gli enti locali nella valorizzazione di queste realtà. Stiamo lavorando a un altro avviso da 30 milioni di euro che avrà le stesse finalità e che spero di poter pubblicare a breve”. Gli interventi finanziabili riguardano l’adeguamento, la rifunzionalizzazione e la ristrutturazione dei beni confiscati, con l’obiettivo di destinarli o renderli idonei all’erogazione di servizi sociali e socio-assistenziali. Sono inoltre ammissibili le spese relative alla fornitura di attrezzature e arredi necessari alla piena funzionalità degli immobili. È prevista la concessione di un contributo massimo di 300 mila euro per ciascun progetto. Ogni beneficiario potrà presentare una sola istanza. Particolare attenzione viene riservata ai progetti localizzati nelle aree caratterizzate da maggiore disagio sociale e a quelli presentati dai Comuni con popolazione fino a 100 mila abitanti, ai quali sono riconosciuti specifici criteri di premialità nell’ambito della valutazione.




