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“L’ho investito con l’auto”, ma era caduto da un tetto mentre lavorava senza misure di sicurezza: due condanne nell’agrigentino

Il giudice monocratico Rossella Ferraro ha condannato due persone di Campobello di Licata – Giovanna Vella, 40 anni e Carmelo Zirafi, 44 anni – per i reati di lesioni colpose gravissime e per violazioni delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro in seguito alla caduta di un operaio dall’altezza di sette metri […]

Pubblicato 8 anni fa

Il giudice monocratico Rossella Ferraro ha condannato due persone di Campobello di Licata – Giovanna Vella, 40 anni e Carmelo Zirafi, 44 anni – per i reati di lesioni colpose gravissime e per violazioni delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro in seguito alla caduta di un operaio dall’altezza di sette metri mentre stava svolgendo alcuni lavori di manutenzione in un’abitazione di due piani. 

I due soggetti, la prima legale rappresentante di una impresa edile mentre il secondo direttore dei lavori, in concorso tra loro cagionavano a S.M.,38 anni, lesioni personali dopo averlo incaricato di effettuare alcuni lavori su un tetto di una abitazione di due piani a circa sette metri di altezza omettendo di adottare le misure di sicurezza del caso come impalcature,ponteggi o, addirittura, senza fornire al lavoratore gli strumenti idonei di protezione individuale quali casco, imbracatura, cinture, elmo.

Uno dei due imputati è stato anche condannato per simulazione di reato: quando l’operaio cadde dal tetto riferì alla Polizia Municipale che era intervenuta di averlo investito con l’autocarro in seguito ad un mancato rispetto del segnale “Stop” provocando l’apertura di un procedimento per sinistro del tutto infondato.

Il Giudice al termine della requisitoria della difesa degli imputati Avv. Salvatore Manganello e del difensore di parte civile Avv. Monica Malogioglio ha condannato entrambi gli imputati alla pena di mesi 8 di reclusione per il rappresentante legale della ditta e di anni 1 e mesi 2 per il direttore dei lavori, subordinando la sospensione condizionale della pena, al pagamento di una provvisionale di euro 20.000,00. In altri termini se gli imputati vorranno evitare il carcere dovranno provvedere al pagamento di 20.000,00 euro  in favore dell’infortunato lavoratore.

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