Migranti, arresto sei pescatori ad Agrigento: proteste in Tunisia
Proteste a Zarzis, nel sud della Tunisia, città dove vivono i sei pescatori arrestati il 29 agosto dalla Guardia di finanza a bordo di motopesca che stava trainando verso Lampedusa una imbarcazione di fortuna con a bordo 14 migranti. Shamseddine Bourassine, presidente dell’Associazione dei pescatori di Zarzis, è stato arrestato insieme a cinque membri del […]
Proteste a Zarzis, nel sud della Tunisia, città dove vivono i sei pescatori arrestati il 29 agosto dalla Guardia di finanza a bordo di motopesca che stava trainando verso Lampedusa una imbarcazione di fortuna con a bordo 14 migranti.
Shamseddine Bourassine, presidente dell’Associazione dei pescatori di Zarzis, è stato arrestato insieme a cinque membri del suo equipaggio: secondo i loro familiari ed alcune Ong, i sei avevano soltanto aiutato i migranti a bordo del barcone, che si trovava in difficoltà a causa del maltempo.
La piccola imbarcazione era stata avvistata nel primo pomeriggio del 29 agosto da un aereo da ricognizione gestito dall’Agenzia Europea Frontex in mare aperto, a più di 80 miglia a sud di Lampedusa, al traino di un peschereccio con insegne tunisine diretto verso le coste della Sicilia.
I sei sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina e sono detenuti ad Agrigento. Secondo le autorità italiane l’attività del motopesca è stata monitorata dall’alto per diverso tempo e l’intervento è avvenuto una volta che i migranti, sganciati dal traino, avevano raggiunto la zona contigua sottoposta alla giurisdizione italiana, a meno di 24 miglia da Lampedusa.
La Guardia di Finanza ha bloccato il natante con i migranti e il peschereccio che si stava allontanando verso altri pescherecci a sud delle Pelagie.




