L’allarme di Confesercenti Agrigento: “Il comparto bar in provincia è in difficoltà”
Dal 2019 al 2025 le attività sono passate da 931 a 862, con una contrazione del 7,4% e una ricchezza persa stimata in 20,7 milioni di euro
I numeri sulle imprese del comparto bar in provincia di Agrigento lanciano un segnale che non può essere ignorato. Dal 2019 al 2025 le attività sono passate da 931 a 862, con una contrazione del 7,4% e una ricchezza persa stimata in 20,7 milioni di euro. Un andamento che fotografa una difficoltà più ampia e si inserisce nel processo di trasformazione dei centri urbani, dove la progressiva riduzione delle attività di prossimità rischia di produrre conseguenze che vanno ben oltre la dimensione economica. «Questi dati – afferma il presidente di Confesercenti Agrigento Vittorio Messina – dimostrano che non possiamo limitarci a registrare le chiusure. Quando un’attività scompare, una strada perde un presidio economico e sociale e un territorio diventa meno attrattivo. È necessario intervenire prima che la contrazione diventi irreversibile».
È in questa prospettiva che Confesercenti sostiene la legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con l’obiettivo di riportare al centro delle politiche pubbliche il ruolo delle piccole imprese nella vita delle città. La rigenerazione urbana, infatti, non può essere limitata alla riqualificazione degli edifici o degli spazi pubblici. Deve comprendere anche la capacità di mantenere e attrarre attività economiche, favorire nuove aperture, sostenere il ricambio generazionale e rendere nuovamente conveniente investire nei quartieri e nei centri storici. «Il commercio di prossimità è un’infrastruttura sociale delle nostre città – aggiunge Messina – perché produce reddito e occupazione, ma allo stesso tempo mantiene vive le strade, crea relazioni e contribuisce alla vivibilità dei territori. Per questo la nostra proposta di legge riguarda l’intera comunità, non soltanto gli imprenditori».
Servono strumenti capaci di coinvolgere Comuni, Regione, Camere di commercio e associazioni di categoria, attraverso incentivi agli investimenti, semplificazione, sostegno alle nuove aperture e interventi coordinati per la riqualificazione dei quartieri. «La nostra iniziativa – conclude Messina – nasce dalla necessità di trasformare un’emergenza in una strategia. Rigenerare le città significa anche creare le condizioni perché le imprese possano restare, nascere e costruire futuro. Il commercio di prossimità non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale della vitalità economica e sociale dei nostri territori».




