Mancano le licenze, chiude il pub antimafia di Ballarò

Mancano le licenze, chiude il pub antimafia di Ballarò

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Pub Ballarò

Non sembra esserci pace per “Cu mangia fa muddrichi“. Il pub, che era di Gianni Nicchi è stato affidato dal tribunale, nell’agosto scorso, a una cooperativa antimafia. Un gruppo di una decina di imprenditori sotto il nome “Insieme si può” a settembre aveva dato il via ai lavori, ma Ballarò non ha accolto la cooperativa con i tappeti rossi. Prima i danni alla struttura esterna, poi l’incendio che ha costretto a un lungo stop i lavori per la riapertura. Segnali chiari dal territorio. La risposta dello Stato è arrivata con un blitz dietro l’altro contro i locali abusivi della zona. Le saracinesche hanno cominciato ad abbassarsi, il mercato di Ballarò è entrato in crisi.

Il locale al civico 14 di via Nunzio Nasi è in regola come magazzino, ma non come pub. E così gli imprenditori che hanno ottenuto il bene confiscato in gestione dal tribunale hanno deciso di abbassare le saracinesche. «Chiusura per manutenzione straordinaria», si legge sulla pagina Facebook del locale che era diventato un simbolo di riscatto: prima dell’apertura era stato per tre volte incendiato.

“Ci siamo accorti che il certificato di agibilità non era in regola solo dopo aver cominciato a esaminare le carte burocratiche per integrare la documentazione così come prevedeva il protocollo di intesa con il Comune – dice Giuseppe Todaro, uno degli imprenditori della cordata – Appena appreso dell’irregolarità abbiamo chiuso in auto tutela. Siamo addolorati, faremo di tutto per riaprire. Sono fiducioso».

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