Agrigento

LIVE dal “Petrusa” scontro in aula tra Tuzzolino e avv. Valenza: “Lo incontrai che aveva ancora i paramenti addosso”

E’ in corso, nell’aula-buker del carcere di Petrusa, ad Agrigento,la deposizione del pentito Giuseppe Tuzzolino, chiamato a raccontare la sua verità su massoneria e presunta “cricca” di Lampedusa trascinata a processo dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

Tuzzolino ha parlato degli “affari” con i “lampedusani” e continua a fare dichiarazioni rispondendo all’esame dei difensori.

Ha iniziato prima della pausa l’avv. Ciancimino, ora è il turno di Lauricella. Il pentito che aveva chiuso la mattinata parlando di come Orlando aveva una società anche con lui (Tuzzolino n.d.r.), riferisce di essere stato rimborsato da con 1.800 euro come primo acconto per le spese sostenute.

Interrogano nuovamente sulle logge massoniche il pentito ha rivelato: “Un profano non deve mai entrare in un tempio, al massimo ammesso a uno schiticchio. Smettiamola di parlare di massoneria in termini leciti. Che senso ha per una persona perbene entrare in massoneria? E’ un’associazione segreta dove si entra per interessi personali. Quante querele per calunnia ho ricevuto? Ho perso il conto”.

Ora tocca alle domande della difesa dell’avv. Valenza che prima Tuzzolino aveva riconosciuto come massone.

“Ieri è stato sentito dai finanzieri? Le hanno mostrato di nuovo le foto?”. Tuzzolino: “No, si è parlato di altro e non posso dire di cosa. Valenza: “Lei dice di conoscermi”. Tuzzolino: “Ci siamo visti decine di volte avvocato, abbiamo fatto cene e pranzi massonici assieme”. Valenza: “Mi spieghi come mai, allora, il 14 febbraio, quando è stato sentito dai Pm, nell’album non mi ha riconosciuto. Qualcuno ieri le ha rinfrescato la memoria?”. Tuzzolino: “Avvocato, aveva gli occhiali da sole ed aveva cinque chili in meno. Devo dire che era meglio prima”.

Tuzzolino dichiara: “Iniziai Carmelo Vetro in massoneria nella loggi di Trapani nel 2008”.

L’avvocato Valenza contesta: “Lei a verbale ha detto nel 2010”. Tuzzolino ribatte: “Mi sono sbagliato”.

I toni si surriscaldano, lo scontro diventa a tratti “spettacolare”. Tuzzolino incalza: “Avvocato ci siamo incontrati in Loggia. Lei e l’ing Gabriele aveva ancora in paramenti addosso”. E ricorda allo stesso avvocato i fratelli di Loggia Cumbo e Vaccaro.  L’avvocato fa una battuta e dice: “Il dj lo fa meglio di me”. A questo punto interviene il presidente Miceli che smorza i toni divenuti un po’ troppo alti.

Intanto altro scontro sul nome. L’avv. Valenza dice a Tuzzolino, lei sa come mi chiamo?”. Tuzzolino risponde: “Nicola, mi pare”. Valenza, che di nome fa Ignazio, dice: “Come? Abbiamo pranzato e cenato assieme e non sa il mio nome”. Tuzzolino: “Non siamo comunque mai stati così intimi”.

Intanto emerge una contraddizione, in mattinata Tuzzolino aveva dichiarato che in un ristorante di Torre di Gaffe l’ing. Gabriele, spaventato dal boss Condello, aveva pagato una somma di 13.500 euro a Tuzzolino e che li aveva tirati fuori da due tasche. Ora Tuzzolino dice che erano stati tirati fuori da una sola tasca.

Tuzzolino aggiunge un particolare: “Io volevo vendicare lo sgarro, quei soldi li regalai a Condello e Chiazza”. l’avv. Valenza lo incalza ed il presidente rincara la dose: “Aveva detto di avere intascato 5 mila euro”. Tuzzolino: “Guardi, non mi ricordo bene adesso”.

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