Licata, uccise lo zio a pistolettate: perizia psichiatrica su Giuseppe Volpe

Redazione

Giudiziaria

Licata, uccise lo zio a pistolettate: perizia psichiatrica su Giuseppe Volpe

di Redazione
Pubblicato il Apr 20, 2018
Licata, uccise lo zio a pistolettate: perizia psichiatrica su Giuseppe Volpe

Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Giuseppe Volpe, 19 anni figlio di Domenica, sorella di Giacinto Marzullo, 52 anni, muratore, assassinato il 18 agosto dello scorso anno, in contrada Mollaca Faia, nei pressi della rotonda per Mollarella a Licata, reo-confesso dell’assassinio che subito rivelato agli investigatori i dettagli del fatto delittuoso e fatto ritrovare la pistola calibro 9×21 che era stata gettata in un canalone di acque reflue ad una trentina di metri di distanza dal luogo del delitto.

Lo ha disposto, ieri,  il Gup del Tribunale di Agrigento,  Francesco Provenzano, accogliendo c0sì l’instanza avanzata dall’avvocato difensore
del giovane.

Come ha raccontato il giovane ai poliziotti ed al pubblico ministero Carlo Cinque, l’omicidio sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 18 agosto quando Volpe e la madre, Domenica Marzullo si sono recati a trovare Giacinto Marzullo per un chiarimento nel suo appezzamento di terreno. C’erano da mettere in cantina alcune ostilità mai superate nel tempo tra i due fratelli che da tempo avevano pessimi rapporti.
La vittima infatti accusava la sorella di essersi appropriata per lungo tempo della pensione dell’anziano padre (duemila euro al mese) nonché di oltre 150 mila euro provenienti da una zia, Francesca Pira, che in questo modo voleva ricompensare Domenica Marzullo per averle fatto da badante.
Tutto questo non è andato giù a Giacinto che da tempo aveva atteggiamento aggressivo nonché minaccioso e denigratorio (per lui era una colpa grave di Domenica l’aver lasciato il marito) nei confronti della sorella. La discussione è degenerata e il giovane Giuseppe ha fatto fuoco ripetutamente. A dare l’allarme è stata Domenica Marzullo che ha chiamato il 118.
Questo è lo scenario della vicenda che ha portato all’omicidio che si nutre di un altro fatto: Giuseppe Volpe è stato trovato in possesso di 58 piante di cannabis alte due metri coltivate in casa. Ed inoltre durante la perquisizione è stato rinvenuto un foglio con su scritto “distinti saluti” e un paio di proiettili attaccati e non ancora inviato ad alcuno.

Prossima udienza fissata per il 10 maggio quando vi sarà l’affidamento dell’incarico al medico che dovrà effettuare la perizia psichiatrica sull’accusato.

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