No al divieto di dimora ad Agrigento per Arnone: non fece stalking...

No al divieto di dimora ad Agrigento per Arnone: non fece stalking ma folklore

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Arnone mette catena e lucchetto al cancello

E’ andata a finire come Grandangolo (e prim’ancora lo stesso indagato con tanto di comunicato stampa) vi aveva preannunciato lo scorso 16 novembre (http://www.grandangoloagrigento.it/agrigento-arnone-e-il-divieto-di-dimora-una-bufala-spacciata-per-verita/) con il rigetto del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Agrigento avverso il mancato accoglimento della richiesta di applicazione della misura cautelare del divieto di dimora ad Agrigento nei confronti di Giuseppe Arnone. Richiesta motivata dalla Procura valutando l’atteggiamento ritenuto persecutorio, stalking, tenuto dall’ex ambientalista ai danni di Vincenzo Sinatra proprietario di un parcheggio nella Valle dei templi osteggiato da Arnone.
Per i giudici del Tribunale di Palermo, sezione per il riesame (presidente Gaetano Scaduti, a latere Filippo Serio e Marco Gaeta) non costituisce reato, come scrivono nel provvedimento, quanto contenuto “nel capo di imputazione dove sono descritti cinque episodi, avvenuti nel mese di agosto del 2015 (1’8 agosto, il 12 agosto, il 14 agosto, il 15 agosto, il 30 agosto); il Pubblico Ministero nell’atto di appello ne ha segnalato un sesto, occorso il 29 settembre 2015, allorquando l’indagato è entrato a bordo del proprio ciclomotore nel parcheggio oggetto della contesa profferendo frasi del tipo “qua dentro è un covo di banditi”; “sei un bandito”; esci fuori bandito”.
Sempre il Tribunale del Riesame, nel motivare perché Arnone non deve essere cacciato da Agrigento, aggiunge: “Talune delle condotte poste in essere nel mese di agosto hanno avuto connotati decisamente folkloristici: il 30 agosto, indossando un cappello e con al petto una stella da sceriffo, apponeva una catena al cancello di accesso alla struttura edilizia del Sinatra. Più in generale, nelle altre occasioni, si presentava in quei luoghi come tutore della legge e si rivolgeva al Sinatra ed ai suoi familiari, anche alla presenza di vari turisti, apostrofandoli come “banditi”; “delinquenti” e ribadendo il carattere abusivo delle opere ivi realizzate. L’8 agosto, invece, compiva gesti più plateali: si impossessava di due segnali stradali direzionali apposti sulla carreggiata dai Sinatra, tracciava con della vernice bianca sulla linea di mezzeria della carreggiata e poneva la sua autovettura al centro della strada impedendo temporaneamente l’accesso dei veicoli al bar ‘Il giardino della valle’”.
Dunque, Arnone potrà dimorare ancora ad Agrigento e continuare la sua azione descritta sopra purchè mantenga “connotati decisamente folkloristici”.
Insomma, il folklore vince e non solo in occasione della Sagra del mandorlo in fiore.

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