Scende il numero delle imprese ad Agrigento: crisi ancora pesante

Scende il numero delle imprese ad Agrigento: crisi ancora pesante

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La crisi continua a dettare i consumi delle famiglie siciliane. Dopo i rallentamenti degli ultimi anni appare in aumento la domanda volta a soddisfare i bisogni primari, le spese sanitarie, i trasporti e soprattutto le comunicazioni. In leggero aumento anche la spesa in alberghi e ristoranti e ricreazione e cultura, che incorporano anche quote di domanda non regionale. Al di sotto della media generale e’ invece la spesa per l’istruzione, con una battuta d’arresto che potrebbe trovare conferma nel 2016. La Pubblica amministrazione continua a non investire. Le previsioni per il 2015 e il 2016 sono di ulteriori flessioni, di intensita’ piu’ marcata soprattutto nella sanita’ e negli affari economici; stabili le previsioni relative alla spesa in istruzione. Sul versante degli investimenti pubblici, i vincoli di bilancio impediscono scelte espansive anche quando queste sarebbero dettate da necessita’ come i recenti cedimenti di importanti infrastrutture viarie), rinviando agli interventi del ciclo di programmazione europea 2014-2020 la realizzazione dei possibili piani di sviluppo dell’Isola. Torna a scendere il numero delle imprese. Le province piu’ colpite appaiono quelle diAgrigento, Trapani, Caltanissetta, Enna e Catania, che dal 2007 hanno registrato flessioni nel numero di imprese attive comprese fra il 16 e il 9%. Prova a risollevarsi l’edilizia. Il valore aggiunto nell’industria manifatturiera registra un certo recupero in alcuni comparti produttivi quali tessile e abbigliamento, farmaceutica e chimica. Anche il valore aggiunto delle costruzioni a partire dal 2015 inizia a registrare modesti incrementi (+0,7%), che potrebbero gradualmente rafforzarsi nel biennio successivo. Il consuntivo dei movimenti turistici nel 2014 appare positivo, con arrivi in aumento dell’8,8% e presenze in crescita del 6,1%. In particolare, si conferma la tendenza a un aumento dei turisti italiani, circa l’11% in piu’ su base annua. Tutte le province hanno segnalato aumenti delle presenze, con l’unica eccezione di Palermo, che registra un calo del 6,7%. “A stagione estiva inoltrata, tuttavia – sottolinea Asmundo – non si e’ ancora in grado di stimare le conseguenze sui flussi turistici della chiusura del viadotto Himera e delle numerose arterie interrotte per frane e scarsa manutenzione, nonche’ dei disagi nei collegamenti marittimi con le isole minori”.

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