Carcere “Petrusa” Agrigento: Rita Bernardini presenterà esposto in Procura della Repubblica

Carcere “Petrusa” Agrigento: Rita Bernardini presenterà esposto in Procura della Repubblica

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Rita Bernardini davanti il carcere Petrusa

Bernardini davanti il carcere Petrusa
Bernardini davanti il carcere Petrusa

Il presidente d’onore di “Nessuno tocchi Caino” ed ex parlamentare e segretaria radicale Rita Benardini, ha visitato il carcerePetrusa” di Agrigento segnalandone il sovraffollamento (380 persone a fronte dei 270 posti disponibili) e denunciando lo stato in cui versano i detenuti. All’interno della struttura, costruita negli anni novanta e mai sottoposta a lavori di manutenzione, ogni cella di appena 8 mq ospita tre detenuti, in violazione – pare – della norma CEDU. I servizi igienici sarebbero inoltre estremamente carenti e la dotazione necessaria per la pulizia personale non verrebbe garantita. Sembrerebbe che alPetrusa” manchi la cosiddetta “sorveglianza dinamica” e, pertanto, i carcerati godrebbero solo di poche ore d’aria pur non essendo previste nemmeno attività di svago. Sono assenti anche figure come i psicologi, mediatori, o traduttori nel caso dei detenuti stranieri. Insomma, secondo quanto denunciato dall’ex deputata radicale, affiorerebbe un quadro desolante. E’ emerso inoltre che, da anni è prevista la costruzione di un padiglione che potrebbe dare alloggio ad un centinaio di “ospiti” e contenere attività ricreative, ma i lavori ad oggi risultano incompleti.

Bernardini, accompagnata dai militanti radicali Donatella Corleo e Gianmarco Ciccarelli ha anche denunciato le modalità con le quali i carcerati vengono spostati ai tribunali di Palermo o Catania in occasione delle udienze. Dopo la sveglia delle cinque a trasferirli sono dei blindo dalle piccolissime celle, all’interno delle quali i reclusi ammanettati viaggiano – e talvolta stazionano – per ore. Altro aspetto evidenziato dopo il sopralluogo è anche quello sulle modalità di perquisizione. I detenuti, infatti, vengono controllati a gruppi di quattro o cinque e, dunque, costretti a denudarsi in pubblico. Anche i familiari in visita sono ovviamente soggetti a perquisizione, ma ai bambini verrebbe imposto persino il controllo degli indumenti intimi. Situazioni particolari che la Bernardini, in viaggio per case circondariali d’Italia a tutela dei diritti di chi sconta una pena, vorrebbe “portare alla luce” maggiormente.

In vista del referendum del 4 dicembre, inoltre, è stato constatato come i reclusi non siano stati informati della possibilità di votare dal carcere: ciò annullerebbe di fatto la possibilità di esprimersi ed il loro diritto al voto.

Dalle dichiarazioni di Rita Bernardini, dopo sette ore di perlustrazione, è evidente come vengano violati alcuni dei diritti sociali ed umani dei carcerati, costretti a vivere in condizioni non proprio normali e in una struttura evanescente. A fronte di ciò, l’ex deputata romana ha deciso di esporre denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento. Al sopralluogo doveva essere presente l’ex governatore Totò Cuffaro che alla fine – ha affermato Donatella Corleo – “non è riuscito a raggiungerci e, dunque,  ad accompagnarci”.

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