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Presunto incremento casi a Naro, la responsabile del Registro Tumori replica alla Brandara

La lettura delle dichiarazioni di Maria Grazia Brandara, circa la “crescita esponenziale” dei casi di decesso per tumore nell’area di Naro e dintorni, pubblicate dalla vostra redazione nei giorni scorsi, ci ha stupiti per il contenuto delle stesse e ci impone, come istituzione deputata alla sorveglianza del rischio oncologico della popolazione di Naro, una risposta che non può essere rinviata.
Pesa su di noi, in qualità di soggetti a conoscenza, per compiti istituzionali, del fenomeno paventato da Maria Grazia Brandara questa “ escalation di perdite di vite umane”, infatti avremmo sottaciuto a tale paventato grave fenomeno e saremmo i primi a disconoscere, così come da voi letteralmente riportato, questa “ strage subdola e silenziosa”.
La nostra risposta si basa su dati incontrovertibili, cioè sull’analisi dei dati di mortalità certificata dalle schede Istat che vengono redatte, come prevede la legge, ogniqualvolta un soggetto muore.
La nostra analisi è aggiornata a tutto il 2016 e copre un periodo temporale di sei anni 2011-2016, quindi rappresenta la fedele fotografia di quanto è realmente accaduto a Naro fino all’anno scorso.
Dati alla mano, possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che la prima causa di mortalità a Naro sia nel sesso maschile che in quello femminile è costituita dalle malattie cardiocircolatorie, con tassi grezzi di 624,58/100.000 nei maschi e 737,55/100.000 nelle femmine.
Al secondo posto, come cause di morte troviamo i tumori, con un tasso di 319,81/100.000 nei maschi e 215,54/100.000 nelle femmine.
Già questi primi numeri mostrano come in termini quantitativi, nel sesso maschile le malattie cardiovascolari siano responsabili del doppio dei decessi rispetto ai tumori e nel sesso femminile di più del triplo. E’ lecito a questo punto chiedersi se la cosiddetta “strage di vite umane” che si sta verificando nella popolazione di Naro, sia riconducibile alle malattie cardiocircolatorie o ai tumori: i numeri depongono per la prima causa, con un rapporto di 2/1 nei maschi e 3/1 nelle femmine.
Per quanto riguarda la segnalata crescita esponenziale di mortalità tumorale, ossia mortalità straordinaria dal punto di vista numerico e oltre ogni previsione, i trend mostrano come si tratti invece di una crescita stabile nel tempo, in linea con il previsto andamento della mortalità per tumori, che ancora oggi nella nostra regione è in aumento.
La prima causa dell’aumento del numero dei tumori e dunque delle morti ad essi correlate, è da ricercarsi nell’invecchiamento della popolazione, infatti più aumenta il numero delle persone anziane in una popolazione, più aumenta il numero dei tumori pur rimanendo invariati tutti gli altri fattori di rischio implicati nell’etiologia della malattia oncologica.
L’analisi di alcuni indici demografici fa vedere che a Naro l’ “indice di invecchiamento” è 27,2, mentre quello di “vecchiaia” è 227. Ci troviamo quindi di fronte ad una popolazione “vecchia”, con valori sensibilmente più alti rispetto alla media provinciale ( rispettivamente 21,0 e 150,7), a Naro ogni 100 bambini ci sono 227 anziani e il 27,2% della popolazione ha un’età superiore a 64 anni.
I confronti degli SMR di Naro, con il distretto di Canicattì ( dove Naro è compresa) e con la provincia di Agrigento, non mostrano eccessi di mortalità per tumori rispetto all’atteso del distretto e della provincia.
I nostri risultati, inoltre, sono perfettamente sovrapponibili a quanto già pubblicato dal DASOE dell’assessorato regionale alla Salute nell’Atlante Sanitario della Sicilia (ed. 2016), consultabile sul sito della Regione Siciliana e che chiunque, ancor più chi appartiene alle istituzioni, avrebbe il dovere di consultare prima di lasciarsi andare ad affermazioni sensazionalistiche e completamente errate che generano però un allarme sociale, non sostenuto da alcuna fonte scientifica.
Occorre, inoltre, se si vuole rendere un servizio alla popolazione, fare riferimento, sempre alle istituzioni pubbliche che si occupano in maniera specifica delle problematiche sollevate: lasciamo gli “untori” al medioevo! Dalla collaborazione reciproca e utilizzando le evidenze scientifiche, piuttosto che le singole sensazioni, possiamo migliorare veramente il futuro dei nostri figli.
Questa istituzione rimane comunque a disposizione per ogni forma di collaborazione, nell’interesse esclusivo della comunità di Naro e dell’intera provincia di Agrigento.

Dott.ssa Giuseppa Candela (Resp. Registro Tumori di Trapani e Agrigento)

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