Agrigento, la Sagra del mandorlo in fiore 2016 è già dietro l’angolo

Agrigento, la Sagra del mandorlo in fiore 2016 è già dietro l’angolo

791 views
0
SHARE
Sagra, la conferenza stampa di Firetto con l'assessore Li Calzi e Francesco Bellomo

Sagra, la conferenza stampa di Firetto con l'assessore Li Calzi
Sagra, la conferenza stampa di Firetto con l’assessore Li Calzi
Sagra, la conferenza stampa di Firetto
Sagra, la conferenza stampa di Firetto
Il sindaco Firetto ha reso palpabile il suo ottimismo della volontà per realizzare la Sagra 2016. Tanto palpabile che oggi ha indetto una conferenza stampa con la presenza dell’assessore Cleo Li Calzi, del tandem artistico-organizzativo artistico Francesco Bellomo e Nino Lauretta e con una serie di risposte della Li Calzi che suffragano finalmente una certa comprensione della burocrazia regionale nei confronti di una manifestazione per troppo tempo rimasta negletta. Il sindaco ha dato una accelerata perchè non si vuole perdere tempo e preparare nel modo più consono la manifestazione. Sarà un mese di febbraio – dice Firetto – caratterizzato da eventi a partire dal 12 febbraio per terminare il 13 marzo. Una campagna pubblicitaria a tappeto nei capoluoghi della Sicilia e della vicina Calabria. Manifestazioni tipiche ed anche novità, un cartellone ricco di appuntamento, con quattro weekend con street-food, “WineMusicEtnoFest”, gara del carretto e poi, ovviamente, il “Festival internazionale del folklore”, il festival internazionale “I bambini del mondo” e tutti gli eventi collaterali che da sempre caratterizzano la kermesse.
“E’ volontà dell’amministrazione comunale – si legge nel progetto – rilanciare l’immagine della manifestazione, promuovendola fin dal prossimo mese di settembre 2015, in sinergia e collaborazione con il sistema di rete degli operatori turistici di Agrigento e dell’intero territorio distrettuale”.
Nella previsione di spesa la manifestazione dovrebbe costare intorno a 384mila euro: 192mila euro arriveranno dalle casse del Comune, 152mila dalla Regione, 10mila da uno sponsor privato e 30mila dalla vendita dei biglietti. Un po’ di retorica e di internazionalismo pomposo non guastano mai quando si fa riferimento ai nomi dei primi gruppi ed in particolare vi sarebbe una lista di paesi appartenenti a continenti e aree geografiche diverse. Si parte dal Nord America per passare al Messico, al Canada e poi gruppi europei, in questo caso si fanno i nomi di Spagna e Francia, per terminare nell’estremo oriente con Giappone e Cina. Di Medio Oriente non se ne parla e il tentativo di un grande, sanamente provocatorio embressons-nous rimane ancora delegato non si sa a chi. Manco alla Farnesina.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *