Agrigento, le richieste al Santo Nero: “Sancaloriuzzu beddu, fammi truvari un travagliu…”

Agrigento, le richieste al Santo Nero: “Sancaloriuzzu beddu, fammi truvari un travagliu…”

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Un solo caldissimo ha accompagnato la processione di San Calogero per le vie del centro storico di Agrigento. Tantissimi i fedeli, tanti anche i turisti che hanno voluto assistere ad una festa che ha radici lontane e che è una sorta di commistione tra sacro e profano.

Anche Grandangolo ha voluto essere presente, ieri, tra la gente per capire i perchè di tanta devozione e soprattuto cosa si chiede al Santo Nero. Quali sono le istanze, i desideri di coloro che chiedono la grazia a San Calogero.

Abbiamo avvicinato una ventina di presenti e il denominatore comune delle risposte che ci hanno dato alle nostre domande è uno la salute, accompagnata dal lavoro.

Giovanni A., 45 anni, di Agrigento ci dice: “Sugno ccà picchì persi u travagliu sei misi fa… ora speru ca Sancaloriu mi fa a grazzia di fariminni truvari unu….”. Si esprime proprio così Giovanni, in siciliano, anzi in agrigentino. E’ un ex dipendente di un’azienda che si occupava di servizi di pulizie e ci ha raccontato di essere padre di 3 figli e di aver perso il lavoro qualche mese fa a causa della crisi. E uno dei tanti disoccupati che si affidano all’intercessione di San Calogero per risolvere il problema lavoro.

Come Givoanni anche Salvatore, favarese, ha bisogno di un lavoro e chiede al Santo di poterlo aiutare: “Io sono un operaio edile, ogni tanto lavoro, ma la crisi del settore ci ha letteramente affamati. Devo mantenere una famiglia di 5 persone e ho un figlio disabile. Davvero sono disperato, spero di trovare un lavoro. Mi aggrappo alla fede e così anche mia moglie. Siamo qua questa mattina per chiedereaiuto a San Calogero al quale siamo devotissimi.”

La signora Francesca, invece, ha un’altra motivazione, forse per certi versi più grave: “Ho mio figlo malato, un brutto male, sta lottando e i medici sono ottimisti. Però io oltre la medicina, alla quale consiglio tutti di affidarsi, ho nel cuore una grande vede per il Signore e per San Calogero. Chiedo a loro di aiutare mio figlio a supere questo momento drammatico della nostra vita”.

Tanti gli agrigenti, tanti i forestieri, tanti i bisogni ed i desideri, tutti rivolti al Santo Nero che come ci dice la signora Carmela aiuta davvero chi ha bisogno: “Io tanti anni fa ho avuto mio figlio, avevo difficoltà ad averne. I medici mi avevano detto che le probabilità di procreare erano poche. Ma ho fatto una promessa a San Calogero e lo stesso anno è nato Giuseppe. Da allora, seguo la processione tutte le domeniche e regalo tanti chili di pane benedetto alla gente che ne ha bisogno”.

 

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