Agrigento, seconda conferenza nazionale sulla Valle dei templi

Agrigento, seconda conferenza nazionale sulla Valle dei templi

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Un Tempio della Concordiache non si era mai visto

La direttrice del Museo Gabriella Costantino
La direttrice del Museo Gabriella Costantino
Chissà quali fremiti avranno attraversato le argille azzurre del pliocene nella Valle dei templi nell’apprendere che dopo il 1989, anno della prima conferenza, vi si svolgeva la seconda conferenza, 3 ottobre 2015, con una robusta serie di interventi sotto il crisma di un assessore regionale, Antonino Purpura, economista per eccellenza e per incarico specifico economista della cultura. Organizzata dall’ArcheoClub d’Italia in collaborazione con il Comune di Agrigento, il patrocinio della Regione siciliana e del Ministero dei Beni culturali, l’ospitalità è stata offerta dalla sala del Museo archeologico, con il saluto del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto e del presidente nazionale dell’ArcheoClub, Claudio Zucchelli e della direttrice del Museo, Gabriella Costantino.

Le relazioni sono state svolte dalla sovrintendente ai Beni culturali, Caterina Greco. dal direttore del Parco Archeologico, Giuseppe Parello mentre Giovanni Francesco Tuzzolino dell’Università degli Studi di Palermo ha discusso sulle “Opportunità che offre al territorio, il rapporto tra Parco archeologico e Università”. Infine l’economista Stefano Landi della Luiss è intervenuto su “Economia dei beni culturali. Le precondizioni necessarie, le reali prospettive di incidenza sull’economia locale”.
Ha chiuso i lavori l’assessore regionale ai Beni culturali, Antonino Purpura. Raggiante il sindaco Firetto che al termine ha rilasciato una significativa dichiarazione: “Da questa Conferenza esce una visione avanzata di fruizione dei Beni culturali quale giacimento economico da mettere esponenzialmente a valore. Agrigento è un caso da studiare, crescono i flussi nonostante le difficoltà delle reti viarie!” . Ben altra dichiarazione aveva rilasciato nell’89 il prof. Ernesto De Miro, uno dei più noti studiosi della civiltà della Magna Grecia e fino a pochi mesi prima soprintendente archeologo di Agrigento, che confessava (scrivono le cronache) con la lacrime agli occhi, che per la prima volta ha l’occasione di parlare in pubblico, denunciando i misfatti e le collusioni che hanno impedito la corretta gestione dell’area monumentale. Un “come eravamo” che non lascia sorpresi e che viene stigmatizzato oggi, con altro garbo e con diverse problematiche da Gabriella Costantino, direttore del Museo, dalla soprintendente Caterina Greco, dal direttore del Parco Giuseppe Parello tutti in prima linea nel non ripetere gli errori del passato. Ad ascoltarli ci sono il sindaco Firetto e l’assessore Beniamino Biondi, non abbiamo notato consiglieri comunali o altri politici desiderosi di approfondire le questioni e per questo è apparsa significativa la presenza del vicepresidente dell’Ars Giuseppe Lupo che con un suo intervento ha ribadito quello che poi con una lunga “lectio” ha precisato l’assessore Purpura.

L'assessore Purpura, Zucchelli dell'Archeo e Costantino
L’assessore Purpura, Zucchelli dell’Archeo e Costantino

L'assessore regionale Antonio Purpura
L’assessore regionale Antonio Purpura

Dunque, una politica schierata e costretta in prima linea? Sembrerebbe di si visto l’evoluzione inarrestabile dei tempi ed è Gabriella Costantino, nel suo saluto, a parlare per prima di costruzione del futuro, dei rapporti complessi del territorio, delle superficialità del passato e della gestione della spesa, dei troppi passaggi di competenze che hanno generato conflitti e infine decidere il ruolo del museo in rapporto alla Valle e al territorio. Il vicepresidente Lupo ha parlato di una conferenza che inaugura una nuova collaborazione sinergica tra istituzioni, un aspetto che aveva anticipato e messo in rilievo il presidente dell’Archeoclub, Zucchelli. A largo raggio le disamine della soprintendente Caterina Greco, né poteva essere diversamente quando fa riferimento al crescente sviluppo dell’offerta culturale. La Greco traccia pure una carta ben visualizzata su grande schermo, degli attrattori strategici della provincia di Agrigento dove la lontana (e vicina per altri motivi) isola di Lampedusa è definita terra di confine ma anche porta del Mediterraneo. Il direttore del Parco, Giuseppe Parello da par suo elenca una robusta serie di eventi, ricerche archeologiche, stages, percorsi archeologici, servizi al pubblico, partenariato internazionale, tirocini e infine delle difficoltà affrontate nella gestione di 1300 ettari di parco archeologico recentemente dichiarato di eccezionale valore universale e che ha visto moltiplicato l’afflusso dei visitatori. Dovrebbero farci un pensierino gli eolici e i rigassificanti. Una chicca iconica ce la riserva Gianfranco Tuzzolino quando nel relazionare sui rapporti tra Parco archeologico e università ci mostra un dipinto di Leo von Kienze che ritrae in maniera immaginifica ed esasperata il tempio della Concordia con le palme e il mare lì vicino. L’assessore Purpura si concede in chiusura 45 minuti di intervento che glorifica una conferenza iniziata alle 10,30 e completata alle 14. All’assessore regionale va dato atto di essere stato esemplare quando ha sottolineato la necessità di una equità intergenerazionale e di una realtà turistica che può motivare e accelerare scelte coerenti, senza ridare colpe al passato e ai suoi gestori politici ma ricominciando tranquillamente da regole corrette per un giusto ritorno di immagine. Queste le premesse, ma una volta tanto c’è da sperare.

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