Akragas nel caos: si è dimesso il presidente Silvio Alessi (video intervista)

Akragas nel caos: si è dimesso il presidente Silvio Alessi (video intervista)

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Il secondo striscione di protesta dei tifosi akragantini

Il primo striscione di protesta dei tifosi akragantini
Il primo striscione di protesta dei tifosi akragantini

“Questa è la mia ultima conferenza stampa da presidente dell’Akragas. Rimarrò sicuramente come socio”. 

Sono le parole dell’ormai ex presidente dell’Akragas Silvio Alessi. Parole che pesano come macigni. Alessi, presentatosi in sala stampa al termine del derby contro il Messina, si dice deluso dall’ambiente e dalle offese personali.

Silvio Alessi, che ha acquistato la società dei Templi in Eccellenza, è stato uno dei principali artefici della doppia promozione prima in Serie D, con Rigoli in panchina, e successivamente in Lega Pro, con Vincenzo Feola. Si chiude un ciclo, quello di Alessi, probabilmente uno dei dirigenti più amati ad Agrigento.

La società, durante la partita di oggi, è stata pesantemente contestata dalla tifoseria che ha esposto diversi striscioni polemici: “Società inesistente o società incompetente?” – recitava il primo; “Questa società disonora la mia città” – il secondo.

Ecco i passaggi più significativi più significati della conferenza stampa post gara.

“Ad inizio campionato abbiamo manifestato chiaramente le nostre intenzioni: la salvezza. Qui nessuno ha promesso il cielo. Le risorse di quest’anno sono limitate e per quello che abbiamo speso la nostra posizione in classifica è anche migliore di quanto mi potessi aspettare. Non sono soddisfatto delle ultime prestazioni della squadra. Martedì convocherò tutta la squadra, allenatore compreso, e comunicherò loro che sono tutti in discussione. Chi ha voglia di rimanere qui deve dimostrare molto di più: mi riferisco all’allenatore, ai giocatori, a tutti.”

Vedo che questa squadra gioca sempre allo stesso modo: non c’è un input diverso nelle ultime quattro partite. Qualcosa che non va c’è sicuramente. Per quanto riguarda la mia decisione, che peraltro medito da inizio campionato, di fare un passo indietro mi prendo un po’ di tempo per riflettere. Le uniche due persone a cui sta a cuore l’Akragas sono Peppino Tirri e il sottoscritto. Questo è il mio “giocattolo”: ho preso la società in Eccellenza e oggi siamo in Lega Pro. Non ho più fiducia nell’ambiente, senza voler dare colpe specifiche. Non sto dicendo che tutto è perduto e anzi sono convinto che faremo un girone di ritorno, anche grazie ad alcuni ritocchi che abbiamo in mente. E’ chiaro, però, che ho raggiunto un grado di delusione elevato. Non abbandono la nave quando affonda, e la società non sta affondando ed anzi è sanissima.”

Giavarini mi ha espresso più volte il desiderio di cedere la squadra. I suoi impegni lo trattengono fuori dalla Sicilia e non viene quasi mai ad Agrigento.” 

“La situazione è paradossale. Chi non è agrigentino viene ad Agrigento, spende soldi, mantiene la squadra e, assurdo, proprio per il suo essere “forestiero” viene insultato.”

“Nei prossimi giorni farò una conferenza stampa dove annuncerò le mie decisioni.”

Per i video grati a Rogero Fiorentino e Arturo Cantella

 

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