Blitz Discovery, 12 arresti: tentativi condizionare voto 2013

Blitz Discovery, 12 arresti: tentativi condizionare voto 2013

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I dodici arrestati per mafia sull'asse Troina - Catania

Sono in tutto dodici le persone arrestate dalla polizia di Stato di Enna, dopo oltre due anni di indagini, nell’ambito dell’operazione denominata Discovery. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, rapina, estorsione, furto aggravato, danneggiamento, detenzione e porto illegale di armi da sparo, anche clandestine. I provvedimenti, 14 in totale ma due indagati sono risultati irreperibili, sono stati emessi dalla Dda di Caltanissetta. Sono finiti in manette Davide e Patrick Schinocca, di 48 e 22 anni, Salvatore Barbera, 46 anni, Serafino Impellizzeri, 45 anni, Concetto Puglisi, 34 anni, Domenico Sotera, 30 anni, Stefano Intili, 23 anni, Bruno Lombardo, 42 anni, Luigi Compagnone, 30 anni, Santo La Ferrera, 22 anni, Giuseppe Zitelli, 37 anni, e Maurizio Amendolia, 46 anni. L’operazione di polizia giudiziaria ha interrotto l’attività di un gruppo criminale che, dal 2012 a oggi, si era costituito e progressivamente rafforzato nel territorio di Troina, in provincia di Enna, unendo legami con gli esponenti della famiglia mafiosa catanese “Santapaola”. Uno degli indagati, in particolare, avrebbe svolto la funzione di anello di congiunzione tra il clan di Troina e gli appartenenti alla famiglia “Santapaola”, operanti nella zona di Aci Catena. Le indagini hanno permesso di accertare come le tecniche estorsive utilizzate dall’organizzazione prevedessero, di solito, il furto di automezzi, macchine agricole o bestiame, l’imposizione di forniture e il danneggiamento di veicoli e altri mezzi. Tra gli affari illeciti anche la gestione di video-poker e slot machine illegali e il tentativo, fallito, di condizionare, nel 2013, l’esito delle elezioni comunali di Troina.

In particolare, proprio Davide Schinocca, referente di “cosa nostra” nel comune di Troina, pur risiedendo nel predetto centro, è risultato strettamente legato alla “famiglia” mafiosa catanese riferibile alla c.d. “Catina” , attiva, per l’appunto, nel comune di Aci Catena (Ct).

Le lunghe e laboriose indagini esperite hanno permesso di appurare come le “tecniche” estorsive utilizzate dall’organizzazione mafiosa siano quelle “classiche”: il furto di automezzi, di macchine agricole e bestiame; l’imposizione di forniture nonché il danneggiamento di veicoli ed altro.

Si è riscontrato come tra gli affari illeciti principali, sicura fonte di sostentamento del gruppo criminale in argomento, fosse quella della gestione dei video – poker e delle slot machine illegale e non collegata all’Aams (Amministrazione autonoma Monopoli di Stato). In tal senso, l’associazione aveva acquisito un monopolio sulla collocazione di tutti i videogiochi, che – benché ideati dal costruttore per non distribuire premi in denaro – grazie ad alcune modifiche al software interno, si trasformavano, con l’inserimento di un codice da parte del gestore, in veri e propri video – poker o comunque in slot machine.

Tra le numerose attività illecite documentate non solo furti ed estorsioni ma anche il reperimento di armi (anche clandestine), grazie alle quali l’organizzazione criminale ha potuto imporsi con maggiore veemenza e pericolosità. Nel corso delle indagini si è proceduto a dissotterrare e sequestrare diversi fucili, pistole e relativo munizionamento occultate in preparazione di uno scontro interno alla locale criminalità ed altre utilizzate per la commissione di reati.

La crescente pericolosità del gruppo si manifestava nel tentativo fallito di incidere sulle competizioni elettorali del 2013 e sulla politica amministrativa del Comune, sull’organizzazione di alcune manifestazioni patrocinate dalla stessa amministrazione (gran galà equestre città di Troina) e nella imposizione di fornitori per la distribuzione di prodotti alimentari presso commercianti al dettaglio.

In un’occasione, addirittura, l’organizzazione mafiosa capeggiata dallo Schinocca, ha tentato di esercitare pressione su un consigliere comunale di Troina impegnato, in quel frangente, nella campagna elettorale in favore dell’attuale sindaco, “consigliando” caldamente al predetto consigliere di far mancare il sostegno a quel candidato (impegnato nelle attività “antimafia” finalizzate al rispetto della legalità), e di mettere a disposizione la propria carica politica per elargire favori “a chi ne avesse avuto bisogno”.

Le indagini si sono avvalse di attività tecniche e di numerose testimonianze, cosicché si può dire che ci sia stata una qualche forma di collaborazione di alcuni esponenti della comunità locale.

Di particolare gravità l’evento verificatosi nel maggio del 2014 allorché tre ignoti malfattori armati di un fucile a canne mozze e di due pistole, dopo avere fatto irruzione all’interno di una gioielleria di Troina e trattenuto in ostaggio i proprietari e gli avventoricompivano una rapina, asportando oro e preziosi.

Gli accertamenti tecnici, tempestivamente condotti, permettevano di accertare che Davide e Patrick Schinocca, nonché Domenico Sotera – avvalendosi della collaborazione degli accoliti Luigi Compagnone, Stefano Intili, Santo La Ferrera, ed altri- hanno prestato supporto e basi logistiche ai tre rapinatori provenienti da Catania.

Da ultimo, a conferma della leadership mafiosa dello Schinocca, esemplificativa appare l’attività estorsiva posta in essere dal gruppo a lui riferibile in danno di un commerciante di prodotti alimentari, il quale, con cadenza settimanale, si è recato a Troina per la vendita di uova presso le locali attività commerciali al dettaglio.

In più occasioni, lo stesso Davide Schinocca, unitamente al figlio Patrick ed altro correo, ha accostato la vittima, dapprima minacciandola ed in una circostanza percuotendola; ciò con il solo scopo di costringerlo ad allontanarsi dal paese, impedendogli di contattare nuovi clienti e di collocare i propri prodotti.

Nella vicenda la finalità illecita presa di mira dall’associazione criminale è stata quella di “imporre” ai commercianti di Troina interessati all’acquisto di uova, la fornitura di tale ultimo prodotto alimentare da parte di altro commerciante, rispondente proprio all’indagato Amendolia Maurizio, il quale, “sponsorizzato” dallo stesso Schinocca, stava consolidando il monopolio di fatto nella vendita in argomento.

Gli arrestati, al termine delle incombenze di rito, sono stati ristretti presso case circondariali siciliane a disposizione della competente A.G..

 

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