Corruzione e voto di scambio: manette ai patron della Tecnis e per...

Corruzione e voto di scambio: manette ai patron della Tecnis e per ex sottosegretario (video)

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Mimmo Costanzo e Concetto Bosco

Ci sono gli imprenditori etnei Concetto Bosco e Francesco Mimmo Costanzo titolari della Tecnis, nelle 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma che gli uomini della Guardia di Finanza stanno eseguendo e tra le quali spicca anche l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri. Nell’inchiesta delle fiamme gialle denominata “Dama nera” sono coinvolti 5 dirigenti e funzionari dell’Anas della Direzione Generale di Roma, 3 imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e un avvocato, oltre allo stesso Meduri. Nel dettaglio l’ordinanza di custodia cautelare personale in carcere riguarda Antonella Accrogliano’, Oreste De Grossi, Sergio Serafino Lagrotteria, Giovanni Parlato e Antonino Ferrante ed agli arresti domiciliari per Eugenio Battaglia, Concetto Albino Lo Giudice Bosco, Francesco Domenico Costanzo, Luigi Giuseppe Meduri e Giuliano Vidoni, per associazione per delinquere, corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilita’ e voto di scambio. Disposto il sequestro per equivalente delle somme corruttive allo stato accertate nei confronti di tutti i dipendenti pubblici infedeli, fino a concorrenza di 200.000 euro. Oltre 90 le perquisizioni effettuate in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto e Abruzzo, con il supporto anche dei Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alle sedi di Bari, Arezzo, Catanzaro, Catania, Gorizia, Cosenza, Padova, Messina, Siracusa, Udine, Torino, Vercelli e Venezia.L’esponente politico ha ricoperto il suo incarico come membro della Margherita dal maggio 2006 al maggio 2008, durante il secondo governo Prodi, con Antonio Di Pietro ministro. Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e voto di scambio. Il Gip ha disposto inoltre un sequestro per equivalente nei confronti di tutti i dipendenti pubblici per 200 mila euro. La Guardia di finanza ha seguito questa mattina una novantina di perquisizioni in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto e Abruzzo. L’Anas ha fatto sapere di collaborare “alle indagini della Guardia di Finanza, dando il massimo supporto anche in qualità di parte offesa dai fatti oggetto di indagine, accaduti negli anni passati”. Il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha espresso piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, e ha fatto sapere che l’Anas si costituirà parte offesa. “Ho parlato col presidente dell’Anas Armani e ho detto di offrire la massima collaborazione agli inquirenti”, ha detto il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Graziano Delrio.
IL PROCURATORE. Il procuratore Capo della Procura della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, nella conferenza stampa presso la sede del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma tradisce amarezza. “Se dovessi dire la sensazione che mi ha dato la lettura di queste carte è proprio la quotidianità della corruzione vista come una cosa normale. Una situazione deprimente”.
GLI ARRESTATI. Sono complessivamente dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sull’Anas. I destinatari sono: Antonella Accroianò. Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Eugenio Battaglia, Concetto Bosco Logiudice, Francesco Costanzo, Giuliano Vidoni e l’ex sottosegretario Luigi Meduri. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere, alla corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri di ufficio, dall’induzione indebita a dare o promettere utilità al voto di scambio.
I PATRON TECNIS: Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, i due imprenditori arrestati a Roma dalla Finanza nell’inchiesta sulle tangenti all’Anas sono da anni legati da un vincolo di impresa. Nel ’97 fondano Tecnis una spa che ha come core business la costruzione di grandi infrastrutture in tutta Italia. Da tempo, sono impegnati nella costruzione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. I loro interessi spaziano in Sicilia dove stanno realizzando gli Interporti di Catania e Palermo e le costruzioni delle banchine del porto di Tremestieri a Messina (per questo appalto hanno ricevuto avvisi di garanzia in cui veniva ipotizzato l’utilizzo del cemento depotenziato). La Tecnis ha inoltre in appalto la realizzazione delle metropolitane di Palermo e Catania e con un progetto di finanza la Catania-Ragusa, già appaltata. Mimmo Costanzo è laureato in Economia e commercio, è presidente della ‘Fondazione del merito’ e fa parte del Consiglio direttivo Confindustria Catania. Concetto Bosco, ingegnere, fa parte dell’Ance costruttori.
In serata, con una nota stampa, la Tecnis interviene così: Relativamente alle imputazioni che vengono contestate agli imprenditori Bosco e Costanzo, Tecnis desidera fare alcune precisazioni così da chiarire il contenuto della vicenda giudiziaria:
In primo luogo Tecnis intende chiarire che agli imprenditori Bosco e Costanzo non sono state rivolte accuse né per associazione a delinquere, né per appalti truccati. Le imputazioni riguardano il reato di “corruzione”, ma non, come è stato erroneamente divulgato, per ottenere somme non dovute. Le interferenze al vaglio della magistratura riguardano piuttosto un tentativo di accelerare i tempi di pagamento di corrispettivi dovuti, nonché per ottenere in tempi accettabili la presa d’atto per la cessione del ramo d’azienda Lombardia, necessaria per fare cassa per poter far fronte alle esigenze finanziarie dell’azienda.
Auspichiamo che si possa fare più rapidamente possibile chiarezza, al fine di consentire alla Tecnis la continuità d’impresa.

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