Crisi dei ristoranti “Fratelli La Bufala”, il titolare:” Lasciato solo dopo aver...

Crisi dei ristoranti “Fratelli La Bufala”, il titolare:” Lasciato solo dopo aver detto no al pizzo”

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Fabio Sodano, titolare della pizzeria Fratelli La Bufala
Fabio Sodano, titolare della pizzeria Fratelli La Bufala

 Fabio Sodano, il patron del marchio “Fratelli la Bufala” a Palermo, si è sempre vantato di non avere pagato un solo euro agli esattori di Cosa nostra anzi, ha presentato ben 8 denunce nei confronti dei suoi estorsori del quartiere Porta Nuova e, alcuni, li ha pure accusati in Tribunale:  “Non mi sento un eroe  –  ribadisce oggi  –  sono solo un cittadino che ha fatto il proprio dovere”. Dopo quello che ho fatto, ho sentito terra bruciata attorno alle pizzerie, che ha inciso sulla gestione più della crisi economica che ha colpito tutti”. Sodano è finito dentro una procedura fallimentare, che ha comportato la chiusura di tre locali, e presto la crisi potrebbe contagiare anche altre due società che gestiscono le pizzerie “Fratelli la Bufala pizzaioli emigranti” (marchio che in franchising ha oltre 100 locali nel mondo) in piazza Castelnuovo e in via D’Annunzio. “In questi due locali lavorano 35 dipendenti”, spiega l’imprenditore.

ADDIO PIZZO.”Non entro nello specifico di questa situazione, ma non vorrei che passasse un messaggio sbagliato  –  dice l’avvocato Ugo Forello, di Addiopizzo  –  la denuncia non porta al fallimento, la legge prevede molti strumenti per tamponare la crisi economica che può scattare dopo la presa di posizione contro gli esattori. Ma bisogna dimostrare il nesso stretto fra crisi dell’azienda e denuncia”. È il caso del titolare di un panificio di Bonagia: “Dopo la denuncia, la gente di quel quartiere così difficile non voleva più entrare nel locale  –  dice Forello  –  in casi come questi, uno speciale fondo prevede un risarcimento fino a un milione e mezzo di euro”.

Dunque, bisogna capire effettivamente se la colpa sia da attribuire alla crisi economica oppure veramente alla diretta conseguenza della denuncia presentata dall’imprenditore. Ma Sodano ribadisce le sue ragioni: “Le cose sono precipitate in questi ultimi anni, dopo la scelta che ho fatto. E adesso voglio solo salvare i due ristoranti e i dipendenti”. Ma la strada non è facile. Sodano ha spiegato le sue ragioni anche al curatore fallimentare: “Il programma di recupero e di nuovi investimenti è stato stravolto dalle richieste estorsive”, ha scritto l’imprenditore in una nota. “Ho assistito a un continuo e costante logoramento delle aziende”.

La conclusione di Sodano ha toni drammatici: “Io non sono in grado di poter valutare le ragioni per le quali il programma da me predisposto è andato a farsi benedire. So solo che la mafia ha vinto la sua battaglia ancora una volta nei confronti di chi ha avuto il coraggio di affrontarla a rischio della propria vita”.

FEDERAZIONE PUBBLICI ESERCIZI. Gigi Mangia, presidente della Federazione pubblici esercizi, invita a una riflessione: “L’isolamento degli imprenditori e dei commercianti che fanno scelte chiare è ancora una drammatica realtà a Palermo. Lo sto vivendo sulla mia pelle: ho subito tre pesanti intimidazioni dopo aver riaperto un locale sequestrato alla mafia in piazza Nascè. Nell’indifferenza generale”. Il locale ha poi chiuso per la mancanza di una licenza: “Un segnale davvero brutto”, conclude Mangia.

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