Dirty Soccer, “Volevano anche la Serie B, giocavano di tutto: over e...

Dirty Soccer, “Volevano anche la Serie B, giocavano di tutto: over e moltiplicatore le giocate più frequenti”

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Dirty soccer, la conferenza stampa

Alle 11:00 è iniziata la Conferenza Stampa a Catanzaro per rendere noti i dettagli dell’operazione. A parlare, il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Lombardo. 

Il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Lombardo
Il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Lombardo

PARLA IL PROCURATORE CAPO. Tutto nasce dalle indagini su Pietro Iannazzo, e si parte dai dirigenti della società sportiva Neapolis. Poi si arriva ai dirigenti della Pro Patria, e dunque poniamo la nostra attenzione sul campionato di Lega Pro. Abbiamo tra i finanziatori tre tra serbi e sloveni, già conosciuti alle forze dell’ordine dei loro paesi, soggetti maltesi e un albanese, che alla fine viene sequestrato e pestato perché aveva perso dei soldi, scommettendoli in prima persona, che gli erano stati dati per aggiustare delle partite. Non potevamo intervenire prima perché avremmo svelato l’indagine su Iannazzo. Abbiamo una serie di soggetti che vanno e vengono tra Albania, Serbia, Slovenia e Malta, e temevamo potessero scomparire, come in parte è successo: non potevamo aspettare per far partire l’operazione”. Il procuratore aggiunto Bombardieri: “Ci sono stati episodi di sequestri di persona e pestaggi, sono coinvolti soggetti decisamente pericolosi. O soggetti disposti a tutto: penso a Mauro e Carluccio, disposti a vendere risultati della Pro Patria. In questa indagine vi è uno spaccato di come veniva inteso lo sport da questi soggetti: in altre partite è capitato che l’allenatore, coinvolto nella combine, abbia dato la colpa della sconfitta ai giocatori che invece avevano giocato lealmente”.

 

SOLDI,BELLA VITA E CASINO’. “Hanno messo le mani ovunque. Giocavano qualsiasi cosa, anche partite di tennis in Qatar o di calcio cinese. Dirigenti che si facevano intervistare tutta la settimana e parlavano di quanto sia importante e bello il calcio pulito e poi si sono dimostrati perni fondamentali di questo meccanismo marcio. Un mondo alterato, bella vita e tanti soldi. Uno degli arrestati lo abbiamo anche trovato all’interno di un Casinò, a Venezia. L’indagine si qualifica per l’eterogeneità dei soggetti coinvolti: personaggi diversi con fini comuni.  Quello che emerge dall’indagine è come sia un sistema di corruzione e non dei singoli episodi. Un meccanismo ben amalgamato che mortifica il mondo del calcio e i milioni di tifosi innamorati di questo sport. “

L’EPISODIO. “Un particolare che ci da uno spaccato del modus operandi viene fornito da una partita in particolare: Cremonese – Pro Patria. Il figlio del presidente della Pro Patria si fa espellere, in quanto la sconfitta era l’accordo precedentemente pattuito. Il giocatore colpisce un avversario con un colpo e si fa cacciare fuori dall’arbitro.  Al calciatore suddetto viene inflitta una sola giornata di squalifica, seppur recidivo e seppur espulso per condotta anti sportiva e violenta. “

Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana Allenatori
Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana Allenatori

RENZO ULIVIERI. “Se il quadro è questo, è una situazione drammatica – ha dichiarato Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori – probabilmente in situazioni di questo genere servirebbe un intervento sulla gestione dei campionati con maggiori controlli. Quella delle serie minori è una realtà difficilissima dal punto di vista economico, si conosce in quali situazioni versano i club di Lega Pro e Serie D. Bisognerà effettuare controlli perché se il quadro è questo, che sembra di più ampi contorni nei numeri, ci troviamo di fronte a una situazione di assoluta emergenza”.

Giuseppe Racca,questore di Catanzaro
Giuseppe Racca,questore di Catanzaro

PARLA IL QUESTORE. Il presidente Moxedano è conosciutissimo nell’ambiente, ma quest’anno voleva vincere senza giocatori – ha dichiarato il questore Giuseppe Racca – lo dice lo stesso Iannazzo: ‘Questo vuole vincere con una squadra di babbi, ma a me deve dare i soldi’. Si parte dal campionato che il Neapolis deve vincere, e poi si arriva alle scommesse. Purtroppo in Italia si può scommettere anche sulla serie D, e c’è un sottobosco di sportivi, che sportivi non sono, che si conoscono tutti, e che sanno sempre a chi rivolgersi. Poi c’è stata una nuova combine per far vincere il Brindisi calcio: attraverso un calabrese, ex calciatore, che in qualche intercettazione ha evocato rapporti con la criminalità della sua regione, siamo arrivati a un livelli più alto, a un’associazione che riceve finanziamenti da Serbia, Malta e anche Russia. Si scambiano informazioni come se giocassero in borsa: hanno i capitali per alterare i risultati delle partite. Viene contestata anche la truffa, ai danni degli avversari, e anche di chi era allo stadio: chi ha il biglietto, può presentare denuncia. Alcuni si vendevano per pochi spiccioli, altri per 5000 euro. Da questo giocatore, Di Lauro, arriviamo al Pro Patria, dove ci sono due soggetti, Ulizio e Carluccio, due soci occulti, che stanno in società solo per aggiustare le partite, facilitati dal fatto che il figlio di Ulizio gioca nella squadra, è nello spogliatoio e ha gli agganci giusti. A un certo punto questo Ulizio passa al Monza, e comincia a proporre al proprietario inglese del club una serie di investimenti per autofinanziarsi: arrivano a giocare sul campionato cinese, sul tennis in Qatar, sul basket, risultati set per set, con informazioni per combine che arrivano dall’estero. Qualcuno ha provato ad aggiustare anche partite di serie B, ma non abbiamo trovato i contatti: saliva il prezzo, non bastavano più 50-60.000 euro ma ne servivano 100-150.000″.

Stefano Palazzi, procuratore
Stefano Palazzi, procuratore

Anche Il procuratore federale Stefano Palazzi ha preso contatto con la Dda di Catanzaro per avere informazioni sull’inchiesta.

 

 

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