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Gio’ Di Falco (Noi con Salvini): “Chiedo a chi si è preso lo stipendione… che avete fatto per la città?”

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Riceviamo e pubblichiamo un intervento del candidato al consiglio comunale di Agrigento, nella lista Noi con Salvini, Giò Di Falco, che scende in campo per la città e lo fa a fianco del candidato sindaco Marco Marcolin.  Un documento programmatico ed uno sfogo insieme quello che riportiamo e che lasciamo alla lettura di chi ci segue:
“Agrigento è ormai una città specializzata nel peggio e gli stessi cittadini sono avvolti da un torpore che difficilmente potrà farli tornare in vita. L’agrigentino del “ mira il dito” è quello che non fa niente per la città ,ha ottenuto un impiego senza concorso, spesso non va a votare e si lamenta sempre di come vanno le cose. Questa forma di letargia socio-culturale fa si che la nostra città sprofondi sempre più nel nulla quantistico.
Risvegliare le coscienze ed indirizzarle verso l’onestà ed il bene comune è la prima mossa da fare affinchè Agrigento torni a sperare in un futuro migliore.
Vorrei rivolgere io delle domande a chi per amore della città si è andato a prendere lo stipendione per 5 anni: dove eravate e cosa facevate oltre alle finte commissioni?
Visto il mio lavoro sorvolo sulla gestione a dir poco delinquenziale del teatro Pirandello e della Cultura in città.
E dove erano i dirigenti, questa casta intoccabile , che sono stati premiati per non fare un bel niente? Io voglio capre una cosa: il consiglio comunale serve per diventare primari all’ospedale, per avere un posto all’esattoria, per sistemare la moglie o la figlia disoccupata? Pare serva solo a questo a nostri governanti.
Le strade versano in uno stato pietoso da fare invidia alle migliori piste di motocross , a questo si aggiunge lo scempio degli scavi di “Girgenti acque” e degli operatori telefonici ai quali nessuno fa una bella multa ed impone di asfaltare la strada interamente come previsto dalla legge
L’erbaccia in città ha raggiunto livelli tali da avere rovinato la pavimentazione dei marciapiedi e nessuno fa niente.
Derattizzazioni e disinfestazioni “fantasma” in una città invasa da zanzare, zecche, blatte, ratti e cani randagi.
Nel 2015 siamo ancora con le cisterne per accumulare acqua e compriamo l’acqua minerale per potere dissetarci. Non stiamo parlando dell’India, parliamo dell’Italia, di Agrigento che da culla della cultura ai tempi antichi si è ritrovata cesso dell’Islam ai tempi moderni.
Le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra meravigliosa città adesso è di uno squallore disarmante grazie a politici, deputati e ministri che hanno pensato solo ad arricchirsi e a sistemare solo parenti ed amici.
Incompetenti che hanno fatto crollare l’Università e affidare il polo ad Enna, che non sono stati capaci di fare un aeroporto ad Agrigento e di sconfiggere questa mafia dell’abusivismo edilizio e commerciale senza nessun controllo ,anzi protegge i clandestini che vendono merce contraffatta e senza scontrino invadendo strade e marciapiedi.
Non si puo’ parlare di turismo se prima non si libera la città dall’illegalità. E se l’illegalità parte dalla politica allora facciamo attenzione a chi mettiamo a governarci. Se votiamo gli stessi incapaci ladroni che ci hanno governato fino ad oggi è inutile poi scrivere sui social: “non cambierà mai niente” . Il Cambiamento dipende dal nostro voto. Se non lo vogliamo vuol dire che non è la politica che è marcia ma è lo stesso agrigentino che per saltare una fila per un certificato medico o al Comune, per un carrello di spesa, o per qualche decina di euro vende voti e dignità ai ladroni impuniti che si ripresentano promettendo lavoro e progresso.
Basta vedere la vergogna del PD e degli pseudo ambientalisti che pur di legarsi ad una poltrona hanno venduto la dignità degli elettori.
La città va anche “denomadizzata” . Se sono nomadi devono “ nomadare” e non stare da 30 anni ad Agrigento.Vogliono stare qui? Paghino le tasse come tutti gli agrigentini e si adeguino alla civiltà nostra e non noi alla loro se di civiltà si puo’ parlare. Lo stesso vale per gli immigrati: si adeguino alla nostra cultura, se non gli piace ci facciano il favore di andarsene in un altro posto. Gli agrigentini non hanno case popolari e lostato le affida agli stranieri perchè prolificano come conigli.Ma che fine ha fatto il senso della Nazione e la protezione del cittadino? Prima e SEMPRE le case agli agrigentini poi agli stranieri.
Quindi: pulizia, ripristino manto stradale in tutta la città, erogazione dell’acqua come nei paesi civili, ripristino della legalità e della correttezza. Controlli a tappeto per l’abusivismo commerciale e per gli agrigentini ineducati possessori di animali lasciati ad abbaiare ai bhalconi e a “scagazzare” sui marciapiedi costringendo i pedoni a camminare fra le auto in corsa.
CORAGGIO DI CAMBIARE- EDUCAZIONE CIVICA- RISPETTO DELLE REGOLE PER TUTTI NON SOLO PER GLI ITALIANI”

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