“Imprenditori vessati da cosche”: condanna per boss e affiliati

“Imprenditori vessati da cosche”: condanna per boss e affiliati

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Regge l’accusa per tre imputati accusati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta di aver tentato di ricostruire le famiglie mafiose di Gela e Niscemi. Tre le condanne inflitte oggi col rito abbreviato dal Gup di Caltanissetta Alessandra Giunta, al termine del processo stralcio “Fenice”. Un processo nato dall’inchiesta della Squadra Mobile di Caltanissetta, che nel gennaio del 2014 arrestò colui il quale è stato ritenuto il nuovo reggente provinciale di Cosa Nostra. Si tratta di Alessandro Barberi (nella foto in copertina), consuocero del capomafia Piddu Madonia, che è stato condannato a 12 anni di reclusione. E’ di 10 anni e 4 mesi la pena irrogata ad Alberto Musto, lo studente universitario che secondo gli inquirenti sarebbe stato al vertice della cosca mafiosa di Niscemi, considerato un fedelissimo dell’ex boss Giancarlo Giugno, oggi pentito. Condannato a 8 anni e 2 mesi il pastore Fabrizio Rizzo. I tre imputati – difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Flavio Sinatra e Francesco Spataro – sono anche accusati di aver intimidito un imprenditore di Niscemi che s’era rifiutato di pagare il pizzo. Nel processo che si celebra con rito ordinario a Gela sono imputate altre tre persone.

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