Incendi in Sicilia, Crocetta: “Voluti da Boss della mafia”

Incendi in Sicilia, Crocetta: “Voluti da Boss della mafia”

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Rosario Crocetta
Rosario Crocetta

“Vogliono la guerra? Bene. Allora avranno quello che si meritano. Io come già feci dopo l’attentato al presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, chiedo che venga mandato l’esercito, e intanto annuncio che oltre all’inedificabilità assoluta parlerò con l’assessore all’agricoltura e farò in modo che ci sia anche un divieto di pascolo sui terreni distrutti dal fuoco: serve una risposta forte, dobbiamo far capire che qua esiste lo stato di diritto”. Lo afferma il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Ho una rabbia incredibile, una amarezza terribile” indicando due piste: “La prima è quella di chi incendia per poter poi edificare, la seconda di quella mafia agraria che incendia i boschi per poi avere aree di pascolo per le proprie mandrie di bovini illegali” ma “io ho licenziato qualche centinaio di operai forestali che avevano commesso crimini incompatibili con la pubblica amministrazione. Ho fatto pulizia di gente condannata per reati di mafia, porto abusivo di armi, anche per reati specifici contro i boschi” e “ora rispondono mandando i loro sicari e danneggiando la Sicilia e i siciliani onesti”. E aggiunge: “Il 15 giugno partiva la campagna di prevenzione con 5.500 persone impegnate a spese della Regione. E quando divampano i fuochi? La sera del 15, non un giorno prima o dopo! Il messaggio è: potete pure schierare un esercito, qua sempre comandiamo noi. E’ per questo che bisogna rispondere con forza”, “la mafia è il nostro Isis, fa azioni criminali gratuite come incendiare i boschi per creare terrore e riaffermare il proprio controllo del territorio, un territorio meraviglioso ma martoriato da sempre e che è visto da questi criminali come un bene da usare senza vergogna, da depredare senza pietà, da distruggere, senza remore morali. Basta con la retorica: la mafia se ne frega della Sicilia, vuole solo usarla”. E ricorda che già nel settembre 2012, quando andai in Comune a Tusa, vicino al Parco dei Nebrodi, a presentare la sua candidatura, “mi fecero scoppiare attorno al paese ben cinque roghi”.

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