Ingaggia sicario algerino per uccidere la madre e impossessarsi dell’eredità: arrestato

Ingaggia sicario algerino per uccidere la madre e impossessarsi dell’eredità: arrestato

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Domenico Napoli e Yazid Zegouba

Personale della squadra di Polizia giudiziaria del Commissariato di P.S. di Polistena ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa di Gip di Palmi, Giulio Gaetano De Gregorio, a carico di Domenico Napoli, 35 anni operaio di Melicucco e Yazid Zegouba, 54 anni cittadino algerino residente a Rosarno accusati di essere, rispettivamente, il mandante e l’esecutore materiale del tentato omicidio di Caterina Condoluci, avvenuto il 22 maggio scorso a Melicucco. Ciò che sembrava un furto in appartamento degenerato in rapina era in realtà un piano organizzato per uccidere la madre e accaparrarsi anzitempo la propria quota ereditaria. È questo lo scenario innanzi al quale si sono trovati gli inquirenti dopo l’interrogatorio del cittadino algerino Yazid Zegouba, arrestato il 22 maggio scorso per tentata rapina, percosse e lesioni personali in danno di un’anziana signora di Melicucco. L’algerino ha sostenuto sin dall’inizio di essere stato contattato da un certo “Mimmo”, un uomo di grossa corporatura con un tatuaggio particolare su un avambraccio. Tale soggetto è stato poi identificato in Domenico Napoli, figlio della vittima. Il contatto tra Napoli e Zegouba risalirebbe a qualche tempo addietro allorquando l’algerino procacciava prostitute sue connazionali per l’operaio melicucchese. L’attività investigativa posta immediatamente in essere dalla Polizia di Stato sotto le direttive della Procura della Repubblica di Palmi guidata dal Procuratore Ottavio Sferlazza hanno consentito di riscontrare tutte le dichiarazioni di Zegouba mancato sicario ed in particolare i numerosi contatti telefonici che, nel corso dei mesi, sono intercorsi tra questi e Napoli, contatti che si sono registrati fino a poche ore prima l’esecuzione, poi fallita, del delitto. Anche le dichiarazioni della vittima rilasciate alla Polizia in un secondo momento hanno gettato un’ombra di dubbio sul fatto che potesse essere una semplice rapina in quanto l’anziana signora ha visto lo Zegouba, nascosto, in piedi col cavo in mano come se la stesse aspettando pronto per strangolarla e non intento a frugare nei cassetti come in un primo momento si era creduto. L’attività di indagine ha poi consentito di appurare che Napoli si stesse preparando alla fuga in quanto la sua complicità era stata scoperta sia dai parenti che dalla madre soprattutto a seguito della pubblicazione della foto dello Zegouba sui principali quotidiani all’indomani della “finta” rapina. Molti sono stati i soggetti che hanno riconosciuto nello Zegouba l’accompagnatore frequente del Napoli, situazione questa che ormai era di dominio pubblico in un piccolo centro come Melicucco. Terminate le formalità di rito il Napoli è stato condotto presso il carcere di Palmi per essere posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

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