Mafia, dissequestri beni a “boss-postino” di Messina Denaro

Mafia, dissequestri beni a “boss-postino” di Messina Denaro

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L'identikit di Matteo Messina Denaro

Sono stati dissequestrati dal Tribunale del Riesame di Palermo i beni riconducibili a Michele Gucciardi di 62 anni, accusato di essere il reggente della cosca mafiosa di Salemi, nel trapanese. Si tratta di uno dei presunti favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro, arrestati lo scorso agosto nell’ambito dell’operazione Ermes.

L’uomo veniva descritto dagli inquirenti come un “filtro nella relazione delle missive che dovevano essere inoltrate al latitante”. Nel dicembre 2015 un provvedimento, eseguito congiuntamente da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, e’ stato disposto dal gip di Palermo su richiesta della Procura distrettuale antimafia, aveva disposto un sequestro di 13 milioni di euro che – oltre a Gucciardi – coinvolgeva i beni di Vito Gondola, Domenico Scimonelli e Pietro Giambalvo. I sigilli avevano riguardato 47 tra contri correnti, fabbricati e terreni. “Con l’ausilio di un consulente di parte – affermano i legali dell’imprenditore agricolo – sono stati ricostruiti con metodo certosino i redditi del nucleo familiare del Gucciardi, dimostrando come nel caso di specie non vi fosse sproporzione con i beni posseduti, che sono stati tutti restituiti ai legittimi proprietari”.

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