Mafia, ex calciatore Miccoli: “Nessuna pressione per fare pagare debito”

Mafia, ex calciatore Miccoli: “Nessuna pressione per fare pagare debito”

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Si e’ presentato appesantito, con un orecchino per ciascun lobo, una pettinatura da calciatore in attivita’, un paio di jeans sdruciti che sembravano la copia di quelli dell’imputato Mauro Lauricella: Fabrizio Miccoli, ex fantasista del Palermo calcio, torna nella citta’ in cui era un idolo, ma non va allo stadio, bensi’ in tribunale. Da indagato di reato connesso l’ex giocatore di Juventus, Fiorentina, Benfica e Lecce ha deposto per oltre due ore nel processo che vede imputato di estorsione Lauricella, figlio di Antonino, detto lo Scintilluni (la grande Scintilla), un piccolo capo cosca del quartiere della Kalsa. Il giovane Lauricella e’ accusato di avere imposto all’acquirente di una discoteca di Isola delle Femmine (Palermo) il pagamento di una somma contestata, a favore dell’ex socio, che aveva lavorato come fisioterapista al Palermo ed era un conoscente di Miccoli. Proprio Miccoli (la cui posizione e’ stata stralciata, ma che il Gip si e’ rifiutato di archiviarla, come aveva chiesto la Procura) avrebbe messo in contatto il creditore con Lauricella, che avrebbe agito – cosi’ sostiene l’accusa – facendo ricorso ad amici del padre, latitante all’epoca dei fatti, e a “gente pesante pesante”, vicina proprio allo “Scintilluni”.

In aula, rispondendo alle domande del pm Maurizio Bonaccorso, Miccoli ha detto di avere appreso solo dopo avere cominciato ad essere amico di Lauricella jr, chi fosse il padre. “Con Mauro c’era un legame molto forte – ha spiegato l’ex calciatore – e lui mi aiutava a scaricare le tensioni del campo e dello spogliatoio. Lo conobbi al campo, era un giocatore di Eccellenza reduce da un infortunio, come me, e si stava riabilitando anche lui. Chi fosse il padre lo seppi soltanto dopo, ma per me non e’ cambiato niente”. Miccoli ha escluso di avere chiesto a Lauricella di intervenire pesantemente: “Gli dissi soltanto che questo mio amico, l’ex fisioterapista, aveva un problema. Come si mosse e cosa fece poi lui, Mauro, non lo so, perche’ mi sono disinteressato della cosa. A sua volta Mauro se ne e’ interessato solo per amicizia nei miei confronti”. Secondo l’accusa – confortata in questo caso dalle intercettazioni – dei 12 mila euro dovuti all’ex fisioterapista rosanero, Lauricella avrebbe dovuto trattenerne duemila. E a queste quote i due amici, Miccoli e Lauricella, facevano riferimento nelle loro conversazioni intercettate dalla Direzione investigativa antimafia: Miccoli ha pero’ detto di non ricordare di avere prospettato all’amico un possibile guadagno personale: “Per quel che riguarda me, poi – ha spiegato – non avevo certo bisogno di duemila euro. Ogni mese spendevo 30 mila euro in magliette, che regalavo, quindi pensate un po'”. L’imputato, che e’ alla sbarra assieme a Gioacchino Alioto, si trova agli arresti domiciliari. L’ex numero 10 e’ stato richiamato dal presidente Bruno Fasciana per l’atteggiamento da personaggio inesperto delle aule di giustizia: “Qui lei non e’ il capitano dentro lo spogliatoio”.

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