Omicidio di Palagonia, svolti i funerali. Il vescovo: “Male e bene non...

Omicidio di Palagonia, svolti i funerali. Il vescovo: “Male e bene non sono bianchi o neri”

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Accompagnate dal suono della banda musicale di Palagonia, le due bare di Vincenzo Solano e della moglie Mercedes Ibanez hanno lasciato la camera ardente allestita nel Municipio del paese in provincia di Catania. Le bare vengono trasportate a spalla verso la chiesa di San Giuseppe dove si terranno i funerali. A scortarle ci sono alcune centinaia di persone. Commozione e rabbia dove tanta gente ha affollato la camera ardente allestita nell’aula del Comune, dove sono state sistemate le bare di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, la coppia di anziani uccisa domenica nella propria villetta. Un continuo via vai di persone, che si sono strette attorno al dolore dei familiari delle vittime. I feretri sono stati poi accompagnati fino alla chiesa San Giuseppe, per i funerali. Ad aprire il lungo corteo la banda musicale. La cerimonia funebre sara’ celebrata dall’arcivescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri. Le bare di Vincenzo e Mercedes sono state accolte da un lungo applauso durante l’ingresso in chiesa.

A scortarle alcune centinaia di persone. E’ il giorno dell’ addio ai coniugi uccisinella loro villetta durante una violenta rapina. Le esequie nella chiesa di San Giuseppe a Palagonia celebrati da monsignor Calogero Peri, arcivescovo di Caltagirone, in un clima di rabbia, tensione e incredulità. “Nessuno può sentirsi del tutto innocente: quando il male arriva è perché gli onesti dormono”, ha detto Peri nell’omelia. “Male e bene – ha aggiunto – non hanno colore, non sono bianchi o neri, stanno nel cuore dell’uomo, di qualunque razza sia”.

“Mentre a Roma e a Bruxelles si litiga a Palagonia e nel canale di Sicilia si continua a morire: si parli di meno, si agisca di più”, ha continuato l’arcivescovo. “Basta a campagne elettorali infinite – ha aggiunto – pensiamo a risolvere i problemi della gente, perché o ci salviamo tutti o affondiamo tutti, come sul Titanic. Vendetta, odio e rancore, non risolvono i problemi ma li complicano”. “L’accoglienza va fatta ha continuato Per nell’omelia – ma va fatta un po’ meglio, anche perché si sapeva che certi inconveniente avrebbero dato frutti cattivi”. “Questa terra di Sicilia – ha aggiunto – sta diventando un immenso cimitero in terra e in mare. Non ci stiamo che qualcuno impunemente può decidere sulla vita e la morte delle persone mentre c’è chi si arricchisce su lacrime e tragedie. Non ci stiamo più a una guerra tra poveri: tra disoccupati del posto e migranti in cerca di lavoro. Si sta creando una nuova civiltà e occorre che questo avvenga nel miglior modo possibile”. Due cuscini di rose rosse sono stati posti sulle bare ai piedi dell’altare. La folla composta e commossa si è riunita attorno ai familiari. In chiesa anche il sindaco di Palagonia Vincenzo Marletta, il prefetto di Catania Maria Guia Federico e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alessandro Casarsa.

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