Piantagione di marijuana in cisterna sotterranea: arrestati zio e nipote

Piantagione di marijuana in cisterna sotterranea: arrestati zio e nipote

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La piantagione scoperta dai carabinieri e nel riquadro Antonio Cangemi

Antonino Cangemi
Antonino Cangemi
La piantagione scoperta dai carabinieri
La piantagione scoperta dai carabinieri
La piantagione sotterranea  scoperta dai carabinieri
La piantagione sotterranea scoperta dai carabinieri

Una serra per la coltivazione di marijuana, ricavata all’interno di una cisterna sotterranea, è stata scoperta dai carabinieri in contrada Sirignano, nei pressi di un’abitazione rurale, alle porte di Partinico, in provincia di Palermo. Due persone, zio e nipote, sono state arrestate.

Complessivamente sono state sequestrate circa 300 piante di canapa indiana. Il locale sotterraneo è stato trovato sotto un fienile. Ad insospettire i militari, nel corso di un controllo, e’ stato il forte odore di marijuana proveniente dalla zona. In manette sono finiti Antonino Cangemi, 49 anni, ed il nipote 19enne. I due sono stati sorpresi mentre coltivavano 40 piante di cannabis dell’altezza di circa 1,5 metri. L’appezzamento di terreno era stato protetto, da eventuali occhi indiscreti, con un muro di recente edificazione. Nel corso del controllo, in un’aiuola del cortile, sotto uno strato di terra di circa 20 centimetri, i carabinieri hanno notato una botola che consentiva l’accesso ad un tunnel sotterraneo collegato ad una cisterna costruita a circa 6 metri sotto la superficie del suolo. Per raggiungerla e’ stato necessario calarsi nella botola e percorrere uno stretto cunicolo che, finalmente, ha condotto i militari alla segreta e rigogliosa coltivazione di cannabis. Sono state così trovate 254 piante dell’altezza media di 1,5 metri, coltivate in vasi di plastica. La serra artigianale era stata preparata con un efficace sistema termo idroelettrico tale da creare un microclima ideale, un importante apparato di illuminazione con lampade alogene ed un voluminoso sistema di areazione collegati abusivamente alla rete elettrica. Le piante ed il materiale trovato sono stati sottoposti a sequestro. Ai due indagati sono stati concessi gli arresti domiciliari.

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