Quei viadotti di plastica scadente: record di crolli nell’agrigentino

Quei viadotti di plastica scadente: record di crolli nell’agrigentino

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Ponte Verdura, crollo

Oggi tutti hanno l’attenzione puntata sul cedimento del pilone dell’autostrada A19. E’ arrivato il ministro Delrio, il presidente dell’Anas si è dimesso e la Sicilia è spaccata in due sul fronte Catania – Palermo alla vigilia della bella stagione, tanto attesa per risollevare le sorti dell’economia siciliana. Proprio oggi, la Giunta regionale ha deliberato un aggravamento dello stato di calamità già chiesto lo scorso 12 marzo con una previsione di 240 milioni di euro in più rispetto alla precedente previsione, per un totale complessivo di 316 milioni di euro. Lo rende noto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta che spiega: “I danni calcolati riguardano i centri urbani e le vie strategiche di comunicazione, in particolare si fa riferimento al ponte Himera e all’intervento necessario per intervenire sulla frana nel territorio di Caltavuturo. In riferimento al ponte Himera, che coinvolge l’autostrada A19 Palermo-Catania, sono necessari interventi anche per il pericolo di crollo della montagna, già in parte franata, sulla quale è necessario intervenire in modo radicale”. Già, belle parole. Ma la situazione è drammatica. In un territorio dove si muore anche per una buca non riparata (la giovanissima Chiara La Mendola, 30 dicembre 2013), va

aggiunto a tutto questo che la provincia di Agrigento sembra il territorio dei viadotti di plastica scadente. Stanno crollando tutti. Infatti, il 21 maggio 2009 è crollato il viadotto “Geremia II”, che insiste sulla strada statale 626, inaugurato appena tre anni prima. Sulla stessa strada è crollato, il viadotto Petrulla, appena un anno fa (7 luglio del 2014) e ancor prima, il ponte sul fiume Verdura (8 febbraio 2013) lungo la Statale 115 e sulla stessa strada, nel luglio 2014 è stato chiuso al traffico per problemi di stabilità il viadotto Carabollace, nei pressi di Sciacca. L’ultimo episodio di instabilità strutturale, attualmente sottoposto a verifica tecnica, il viadotto Akragas, meglio conosciuto come Ponte Morandi, il serpentone costruito su un sito archeologico (!!!) che collega Agrigento con Porto Empedocle e con la zona del Belice, Palermo e Trapani. L’intervento è dell’Anas, di un mese fa,  che ha inibito il transito dal chilometro 1,150 al chilometro 2,800 della  carreggiata in direzione Agrigento e dal chilometro 2,900 al  chilometro 1,400 della carreggiata in direzione Porto Empedocle.

Resterà chiuso per parecchi mesi.

Prosit.

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