Terrorista arrestato, Alfano: “Nulla a carico Touil quando arrivò in Italia”

Terrorista arrestato, Alfano: “Nulla a carico Touil quando arrivò in Italia”

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Abdelmajid Touil, il terrorista arrestato, il giorno dello sbarco a Porto Empedocle

Il marocchino Abdelmajid Touil si trovava in Italia un mese prima della strage e i familiari giurano che il ragazzo si trovava a Gaggiano (Milano) quando è avvenuto l’attacco. Secondo gli inquirenti, Majid Touil era sbarcato il 17 febbraio in Sicilia, a Porto Empedocle, da un barcone, dove era stato identificato insieme ad altre 97 persone e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dal questore di Agrigento. Dopo il provvedimento di espulsione il giovane sarebbe scomparso per poi riemergere a Tunisi per compiere la strage; sarebbe in seguito rientrato in Italia dove è rimasto fino al suo arresto. Il portavoce del ministero dell’Interno tunisino, Mohamed Ali Aroui, ha confermato l’arresto da parte delle autorità italiane del cittadino marocchino sospettato del coinvolgimento nell’attacco al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo scorso e costato la vita a 24 persone, fra cui quattro turisti italiani.

Il 18 marzo scorso, Touil non solo sarebbe stato a Tunisi, ma quel giorno in piazza “Pasteur” avrebbe anche incontrato i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo, ovvero Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo. Sono le indiscrezioni dell’inchiesta che tendono a mettere in luce il ruolo del giovane arrestato ieri nel Milanese perchè ritenuto uno dei responsabili della strage al Museo del Bardo, nella quale persero la vita 24 persone, quattro delle quali italiane.

Il giovane era arrivato in Italia su un barcone approdato a Porto Empedocle lo scorso 17 febbraio, insieme ad altre 90 persone. Quel giorno era stato sottoposto alle regolari attività di identificazione ed era stato destinatario di un ordine di espulsione emesso dal questore di Agrigento, Mario Finocchiaro. Secondo il deputato del Pd Emanuele Fiano, ex componente del Copasir, Touil “è stato espulso dall’Italia già nel 2012. Da noi conosciuto ed identificato, e di cui avevamo le impronte, è poi tornato sul nostro suolo”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha affermato che nel momento del suo arrivo “nulla a suo carico era stato segnalato dalle autorità tunisine; ne consegue che non era considerato un soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale”.​

La madre del ragazzo ha raccontato che “il 18 marzo abbiamo visto insieme le scene dell’attentato in tv”. Ed ha mostrato la copia del foglio di espulsione a suo carico che era stato emesso il giorno del suo arrivo in Italia.

L’uomo deve rispondere di “omicidio volontario con premeditazione; cospirazione al fine di commettere attentati contro la sicurezza interna dello Stato e commettere un attentato per mutare la forma di governo, incitare la popolazione ad armarsi l’una contro l’altra e provocare disordini sul territorio tunisino; sequestro di persona a mano armata; partecipazione ad addestramento militare all’interno del territorio tunisino al fine di commettere reati terroristici; utilizzo del territorio della Repubblica al fine di reclutare e addestrare persone per commettere atti terroristici”. Il marocchino è anche indagato dalla Procura di Milano per terrorismo internazionale.

 

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