Uso improprio della Chiesa S. Pietro di Agrigento, replica della cooperativa

Uso improprio della Chiesa S. Pietro di Agrigento, replica della cooperativa

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La cooperativa Temenos di Agrigento replica alla nota della arcidiocesi agrigentina sulla vicenda dlela chiesa di San Lorenzo pubblicata dagli organi di stampa qualche giorno fa.

“Nei giorni scorsi sono state pubblicate notizie inesatte e fuorvianti riguardanti la gestione della chiesa di San Pietro di Agrigento da parte della società Cooperativa Sociale Temenos.

Al fine di comprendere meglio le ragioni della Cooperativa Temenos giova ricostruire brevemente l’iter che ha portato al recupero della chiesa di San Pietro e degli spazi annessi. La stessa chiesa di San Pietro fu chiusa al culto nel 1954 e tutte le opere d’arte mobili e le suppellettili sacre furono trasferite altrove. Per anni fu deposito di farine di un noto ristoratore di Agrigento fino al 2000 quando, sulla spinta della visita del Papa ad Agrigento nel 1993 e della nascita del Progetto Policoro (il Progetto della Chiesa Italiana sul lavoro), che portò alla creazione della Cooperativa Sociale Sanlorè prima e della Temenos poi, la chiesa di San Pietro fu affidata alla Società Cooperativa per farne un centro polifunzionale turistico e culturale. Grazie all’intervento di Temenos e Sanlorè è stato possibile il recupero dell’antica casa canonica e l’avvio di un progetto innovativo sperimentale di fruizione del bene.

Successivamente, grazie ad un bando europeo sulla GESTIONE INNOVATIVA DEL PATRIMONIO CULTURALE, la Cooperativa partecipò a quel bando ed ebbe un punteggio molto alto cofinanziato al 50% dall’Unione Europea. L’altra parte fu finanziata con fondi della Cooperativa Sociale e dell’8 per mille della Chiesa Cattolica. Il progetto chiamato I VIAGGI DEL TEMENOS era diviso in due parti:

a) un circuito di fruizione tra la Valle dei Templi e le chiese più importanti del nostro centro storico (la chiesa di San Pietro, la chiesa di San Lorenzo Purgatorio, la chiesa di Santa Maria Dei Greci, Il Monastero di Santo  Spirito e la Cattedrale con la sua torre campanaria);

b) l’attivazione di un centro polifunzionale nella chiesa di San Pietro e nei locali annessi per finalità turistiche e culturali.

A giugno di quest‘anno la cooperativa inaugura questo spazio, iniziando ad ospitare diversi eventi tra i quali:

Cori in Concordia col Maestro del coro della Sistina di Roma Mons. Liberto, il Rotary di Agrigento, la presentazione di un libro sulla legalità dell’On. Forgione nell’ambito dei Caffè Letterari cittadini organizzati dal Comune, un convegno organizzato con la casa farmaceutica Bayer e l’Asp di Agrigento.

La foto pubblicata non è altro che una degustazione occasionalmente organizzata da un tour operator  internazionale nell’ambito di un itinerario gastronomico – culturale di eccellenza che prevedeva, tra varie tappe, la visita della Chiesa di San Pietro di Agrigento.

PREME EVIDENZIARE

alla stampa ed all’opinione pubblica che:

– la Società Cooperativa Temenos non ha perpetrato un uso dissacratore o difforme del bene affidato.

– Il rispetto del luogo è stato l’obiettivo del progetto perseguito dalla Temenos; la chiesa nel 1954 è stata chiusa al culto e retrocessa allo stato di Rettoria, in conseguenza tutte le suppellettili sacre e le opere d’arte mobili furono trasferite presso altre sedi.

– L’Arcidiocesi ha concesso il bene per l’esercizio di attività turistiche e culturali per come recita il contratto sottoscritto tra le parti al punto 3.

– L’Arcidiocesi ha coofirmato con la Società Cooperativa Sanlorè prima e Temenos poi il progetto di recupero degli spazi annessi alla chiesa di San Pietro, consapevole delle finalità di destinazione d’uso.

– Tra le finalità d’uso della chiesa è stato previsto l’avvio di attività turistiche, collegate al godimento del bene, di attività ricreative e di attività di valorizzazione, delle tradizioni religiose artigianali, folkloristiche ed enogastronomiche.

– In riferimento alla foto pubblicata, si evidenzia che il percorso culturale e di recupero delle tradizioni enogastronomiche ideato dalla Soc. Coop. Temenos è volto a sostenere e raccontare le piccole realtà  agricole ed artigianali al fine di valorizzare le tradizioni storiche – gastronomiche locali ed i sapori artigianali seguendo i principi di Slow Food.

– Si evidenzia, comunque, l’occasionalità ed eccezionalità dell’uso della chiesa per tale finalità atteso che la Cooperativa Temenos non ha mai pensato di destinare lo spazio della chiesa ad ambito di locanda o trattoria.

– Stupisce, pertanto, l’incomprensibile mutamento di volontà della Curia che anzicchè aprire un dialogo ed un confronto franco, diretto e leale con la Cooperativa Temenos perpetra attività di denigrazione e lesione della sfera di autodeterminazione della Cooperativa, misconoscendo il serio recupero del luogo di cui Temenos è artefice e anche i livelli occupazionali che la Cooperativa, con sacrifici, è riuscita a garantire.

– L’immotivato attacco alla Soc. Coop. Temenos è conseguente alla soccombenza dell’Arcidiocesi (Sentenza N.941/15 Corte di Appello II Sez. Civ.) nel giudizio civile avviato contro la Cooperativa e volto alla richiesta di restituzione della chiesa.

– Il progetto proposto da Temenos trova riscontro anche in ambito nazionale con esperienze simili, vedi ad esempio quella della Chiesa San Filippo e Giacomo di Pavia, aperta al culto”

Il presidente, Salvatore Ciulla

 

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