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Terremoto in centro Italia, parla un sopravvisuto di Canicattini: “A salvarmi è stato un miracolo”

“A salvarmi è stato un miracolo”. Tony Di Giacomo, 28 anni, originario di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa, alle 3.36 di mercoledì scorso era ad Amatrice. Nella cittadina in provincia di Rieti, colpita dal sisma che ha seminato morte e dolore nel centro Italia, il giovane siciliano lavorava come fornaio. Si era trasferito da circa tre anni, insieme alla moglie Stefania e ai figli, Giovanni e Diletta, rispettivamente di 7 anni e appena 20 mesi. “In molti non sono stati fortunati come me” dice mentre li abbraccia. Oggi Tony è tornato a casa e all’ingresso del paese ad accoglierlo c’erano tutti. “Riabbracciarlo? Un’emozione grandissima, non ci sono parole per descriverla” dice all’AdnKronos mamma Pina. Tony riposa dopo il lungo viaggio e i giorni terribili. “E’ provato e stanco – racconta -, ma noi siamo felicissimi. Su non tornerà più, resterà a lavorare qui, a Canicattini Bagni”. Ad Amatrice non c’è più niente. Solo macerie. “Una tragedia – riprende mamma Pina -. E’ stato un miracolo, un doppio miracolo, Stefania, Giovanni e Diletta erano qui, erano tornati prima per le vacanze estive”. Quando il sisma di magnitudo 6.0 ha sventrato Amatrice Tony era all’interno del forno, insieme a un collega, intento a preparare il pane. Sotto le macerie è rimasto per diverse ore, fino a quando, intorno alle 7, i soccorritori non lo hanno estratto. Vivo. Trasportato in ospedale, se l’è cavata con alcune fratture alla gamba destra, adesso ingessata.

Non ricordo molto di quello che è successo dopo la scossa – racconta -, quando abbiamo tentato di scappare le macerie ci hanno bloccati”. Poi sono arrivati i soccorsi, le cure in ospedale e il trasferimento a Leonessa, sempre in provincia di Rieti, nell’abitazione messa a disposizione dal proprietario del forno. “Li ho atteso mio padre – aggiunge – per fare ritorno a Canicattini e abbracciare la mia famiglia, che ho subito rassicurato quando ne ho avuto la possibilità dopo il soccorso. Mi ha salvato un miracolo viste le condizioni di Amatrice, purtroppo a tanti non è andata così”. “Abbiamo vissuto ore drammatiche, – ricorda mamma Pina -. Non riuscivamo a metterci in contatto con lui. Lo chiamavamo, ma il telefono era muto. Alla tv vedevamo quelle immagini, sentivamo dei primi morti. E’ stato terribile. Poi verso le 9 è riuscito a mettersi in contatto con la moglie e ci ha tranquillizzati”. A riportarlo a casa in macchina, questa mattina, sono stati il padre Giovanni, lo zio Davide e il cugino Saverio, che sono andati a prenderlo in provincia di Rieti nel paesino dov’era ospitato. E questa mattina l’abbraccio commosso con la moglie e i due figli, la mamma, il sindaco Paolo Amenta, gli amici e tanti concittadini che lo hanno atteso all’ingresso di Canicattini Bagni.

“Ho voluto dare il saluto e l’augurio di benvenuto a nome di tutta la città a questo nostro giovane concittadino, veramente miracolato nella sfortuna di un dramma come quello che hanno vissuto le comunità del centro Italia – dice il sindaco Paolo Amenta -. Un giovane laborioso che per mantenere la famiglia, qualche anno addietro, non ha esitato a lasciare Canicattini Bagni, rispondendo a una offerta di lavoro. Possiamo dire che Tony è stato doppiamente miracolato, perché in quel drammatico momento, con lui non c’erano la moglie e i due figli, già a Canicattini Bagni per le vacanze estive”. Lui Tony, visibilmente stanco, anche per il lungo viaggio, ha ringraziato tutti. “Ci vediamo con calma, vi ringrazio per l’accoglienza e l’affetto”. Poi, abbracciato alla giovane moglie e ai due suoi bambini, aiutandosi anche con una stampella, è risalito in auto. Direzione casa.

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