Con il Sì la Sicilia senza senatori?

Con il Sì la Sicilia senza senatori?

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Senato della Repubblica

Secondo costituzionalisti autorevoli come Michele Ainis o come Agatino Cariola il problema dell’incompatibilità tra le cariche di consigliere regionale e di senatore non sussiste.

“Le norme degli Statuti speciali vengono implicitamente modificate dalla riforma costituzionale” dice Ainis. “Lo Stato ha il potere di modificare la sua organizzazione” gli fa eco Cariola.

Stando così le cose, con la vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre, i deputati delle regioni a Statuto speciale, come La Sicilia, sarebbero presenti nel nuovo Senato sin dal primo momento.

Ma c’è chi la pensa diversamente. E sostiene che lo Statuto siciliano, al pari di quelli della Sardegna, del Friuli e della Val d’Aosta, sancisce l’incompatibilità della carica regionale con quelle di parlamentare nazionale o europeo.

Nell’attesa di vedere come sarà risolto quest’altro inghippo di una riforma che (se non è proprio sbagliata) è sicuramente discutibile, molto discutibile, la Sicilia corre il rischio di non avere rappresentanti in Senato. La cui elezione, come prevede la riforma costituzionale Renzi-Boschi, è di secondo livello.

Non saranno più i cittadini a scegliere i senatori attraverso il voto, ma i consigli regionali a indicarli. È strano, per non dire altro, che i nuovi riformatori non abbiano tenuto conto degli statuti regionali e del fatto che per modificare quelli ordinari basta un giorno, ma per modificare gli statuti della Sicilia e della Sardegna potrebbe anche passare un anno.

Infatti, per non avere un nuovo Senato senza senatori siciliani, l’Ars dovrebbe subito votare una legge con una maggioranza dei due terzi che abolisce l’incompatibilità tra le cariche di consigliere regionale e di deputato/senatore; e mandarla al Senato. Sottoporla cioè al voto del parlamento come legge costituzionale. E quindi, anche in questo caso, soggetta alla doppia lettura e a una maggioranza qualificata.

Vedete a cosa portano l’improvvisazione e la fretta? Quanto tempo occorrerà?

Non dimentichiamo, per di più, che in Sicilia ci sono le elezioni regionali alle porte e anche questa scadenza potrebbe essere un fattore di allungamento dei tempi. Auguriamoci che Ainis e Cariola abbiano ragione, ma il dato politico che si può cogliere è uno solo. Lo spirito di questa Riforma di fatto mira a eleggere una sola Camera, quella che dà la fiducia al governo.

Quanto al Senato, poi si vedrà. E con tutto il comodo possibile.

 

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