Agrigento: il centro storico “salvato” dai ragazzini

Diego Romeo

Agrigento

Agrigento: il centro storico “salvato” dai ragazzini

Intervista di Diego Romeo a Mattia guida del gruppo che spopola su facebook
di Diego Romeo
Pubblicato il Apr 16, 2018
Agrigento: il centro storico “salvato” dai ragazzini

Mi fa piacere constatare che circa quattro anni  fa  non mi sbagliavo scrivendo una notizia sul vostro gruppo di chierichetti che avevano preso in consegna le cerimonie della cattedrale e addirittura ricordo che c’era uno di voi che si sacrificava la mattina presto per andare a suonare le campane. Adesso vi ritrovo in questa iniziativa su you tube dove mi pare giocate d’anticipo come volontari sul centro storico. Mattia, tu che parli a nome di tutti,  si può sapere che state combinando?

“Stiamo cercando di mettere su  un certo numero di informazioni turistiche, abbiamo una pagina facebook, un canale Instagram. Cerchiamo di essere più vicini alla città e soprattutto al turista che vuol sapere cosa vedere, dove andare.  Le nostre pagine internet sono nate il 29 luglio del 2014 e tutto questo è nato dal fatto che abitando nel centro storico vedevamo molta gente che chiedeva informazioni. Non sapevano se la cattedrale era aperta, spesso si smarrivano per le strade e i vicoli. Oltre alla pagina internet abbiamo stampato dei cartelli descrivendo le vie e gli indirizzi. Il nostro sito web conta migliaia di visitatori ogni anno e su Instagram condividiamo le foto degli appassionati visitatori del centro storico”.

Volete stare vicini alla città ma la città vi è vicina? Il sindaco, per esempio, che ne pensa di questo vostro volontariato, si è informato, vi da un aiuto?

“Il sindaco quando ha visto i nostri articoli li ha condivisi sulla sua pagina. Non abbiamo un aiuto politico ma morale, abbiamo soltanto le nostre energie.  Il nostro aiuto sono le persone che leggono la nostra pagina ed è quello che ci ricarica per fare molto di più. Questo ancora non è niente, il bello deve ancora arrivare”.

Di quel gruppetto di chierichetti quanti siete rimasti?

“Siamo ancora qua, facciamo ancora i chierichetti e  le campane le suoniamo sempre noi, Ci sono io Mattia, Stefano, Davide e Domenico a cui si sono aggiunti Sandro e Libertino. Siamo in cammino  ed è la cosa più bella della nostra gioventù. Noi abbiamo un dna diverso”.

Già, magari ricorrete ad un laboratorio di analisi!

“Si, un laboratorio di analisi dove c’è scritto “cultura”, dentro di noi abbiamo arabi, normanni, saraceni, francesi e così via”.

Tu quanti anni hai oggi?

“Io quindici e tante cose le ho imparate a scuola e stando in contatto con persone più grandi di me. Ci hanno insegnato che il senso della vita non è andarsi ad ubriacare il sabato sera ma di essere più civili e di rispettare l’ambiente e questa storia della differenziata rischia di essere uno schifo. L’amministrazione comunale su questo deve ancora impegnarsi di più”.

Discutendo l’altro giorno mi dicevi che volete fare un po’ di fracasso addirittura chiamando “Le Iene”. Dove volete arrivare?

“Il nostro fracasso  era dovuto al fatto che tutti siamo bravi a parlare di dietro e non davanti. Il nostro tempo è quello di dire le cose come stanno. Noi abbiamo alcune vie della città che sono discariche vere e proprie. Fino al 2016 il biglietto da visita era quello delle buche, oggi siamo nel 2018 e  il biglietto di visita  è la spazzatura, l’inciviltà della gente. E’ una cosa mortificante e poi i turisti su Google scrivono che Agrigento è una città sporchissima, che non sono stati ben accolti. Queste sono cose che devono essere approfondite dalla amministrazione”.

Ma il soccorso delle Iene?

“Avevamo pensato di chiamare le Iene però era molto faticoso contattarli e poi ci siamo chiesti “a che cosa sarebbe servito”?

Siete andati dal sindaco? Ci avete pensato a questo contatto diretto?

“Questo ci manca, l’assessore Biondi è un nostro amico e ci ha promesso di venirci a trovare. Quello che vorremmo fare è di portare il sindaco nel cuore del centro storico e fargli visitare certe strade e certi angolini per fargli toccare con mano lo scempio che c’è”.

Dei consiglieri comunali si è fatto sentire qualcuno?

“Qualche consigliere è intervenuto su facebook. Ma noi vogliamo stare lontani dalla politica e poi cosa ha fatto l’amministrazione in tutti questi anni per il centro storico?”.

Quindi oggi siete in sei. Tutti minorenni?

“No, Stefano ne ha 18, Davide 18, Domenico 17, Sandro 16 e Libertino 15. Tra i progetti che abbiamo realizzato come i depliant  fatti in casa e informazioni varie, abbiamo quello di metterci i guanti e andare a pulire certe zone del centro storico. Ci accorgiamo che la prima cosa fotografata dai turisti è lo scempio delle erbacce dappertutto, le sporcizie dei cani. E qui ci rivolgiamo al sindaco che dovrebbe essere il padre dei cittadini e dovrebbe essere lui a girare e controllare”.


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