Agrigento

Bersani a Sambuca ricorda Tommaso Amodeo e nell’intervista suggerisce di “rialzare le bandiere” (ft)

Tommaso Amodeo, il socialista di provincia, l’uomo del “sol dell’avvenire” che sfidò il fascismo, è stato ricordato stamane a Sambuca di Sicilia da  Pierluigi Bersani, dal senatore Montalbano, da Paolo Cilona, dal sindaco di Sambuca Ciaccio con una sobria cerimonia, presenti i familiari, dinanzi la lapide che ne conserva le spoglie.

Il pomeriggio ad Agrigento presso Casa Sanfilippo si è svolto il convegno che ha ricordato Tommaso Amodeo.  Moderatore l’on. Giuseppe Lauricella  e le relazioni di Pier Luigi Bersani,  del senatore Giuseppe  Montalbano, dell’avv. Enrico Quattrocchi, di Paolo Cilona e del figlio Rosario, autore di un saggio sulla figura del padre che raccoglie anche tutta la documentazione relativa alla proposta di invio al confino.Tommaso Amodeo era un perito agronomo di Sambuca che ha sempre professato e messo in pratica le teorie sovversive.

Appartenente a famiglia di tradizione socialista fu assegnato  al confino di polizia e nel convegno è stata fatta vedere la carta intestata della Legione Territoriale dei Carabinieri Reali che  porta la data del 22 giugno 1928 ed è firmata dal tenente Rodolfo Marcucci. Un documento che costituisce anche uno spaccato della vita quotidiana di un militante antifascista in Sicilia durante il ventennio. Tommaso Amodeo, che all’epoca aveva 31 anni, dopo 50 giorni di carcere venne effettivamente inviato al confino il 7 agosto di quell’anno a Lipari, dove conobbe alcuni compagni illustri come Parri, Rosselli, Lussu, Nitti e tanti altri. La vita e l’impegno politico di quel giovane socialista di provincia, segretario della sezione locale del suo paese a soli 18 anni e animatore delle lotte contadine, è stata narrata dallo storico e ricercatore Paolo Cilona .

“L’Arma di Sambuca – si legge sempre nel rapporto del tenente Marcucci – ha sempre visto in lui la mente direttiva dei social-comunisti del luogo. L’opera di epurazione politica di Sambuca di Sicilia, che è a buon punto, non può dirsi compiuta, nè lo sarà mai, se l’Amodeo Tommaso verrà lasciato nella libertà di cui gode in atto”.A Lipari dove rimase al confino per tre anni, fino al 22 giugno 1931, Tommaso Amodeo conobbe anche una giovane donna francese, Lidia Vichier, che sarebbe diventata sua moglie. Rientrato a Sambuca col vincolo del monito, alla caduta del fascismo l’esponente socialista fu nominato dal Cln come il primo sindaco della Liberazione nel Comune che, non a caso, sarà poi soprannominato la “piccola Mosca”.

Bersani con il sindaco Ciaccio


Ospiti della famiglia Amodeo insieme al cronista dell’Ansa, abbiamo colto l’occasione per farci rilasciare da Bersani alcune notazione sull’attuale campagna elettorale siciliana.

Una politica che si fa prendere dal panico insieme alla   rassegnazione e al conformismo,  ci sembra che con questi stati d’animo ci stiamo avviando alle elezioni in Sicilia

“Si, l’atmosfera non è buona però non la farei così, diciamo,  drammatica. Io penso che in questo momento, nel mondo e in Italia c’è una offensiva della destra che non è solo in Sicilia. Noi abbiamo avuto tre anni nei quali la destra ha vinto dappertutto le elezioni in tutte le amministrative . Quindi è bene guardarlo in faccia non farne un rischio per il futuro, è già avvenuta sta cosa. Questo avviene perché c’è un pezzo del nostro mondo, un pezzo largo del mondo di sinistra che si rifiuta di andare a votare perché non vede chiaro quel che succede. Basta leggere i dati, sono numeri, sto dicendo una cosa che è matematica non è opinione. Allora se è così l’unica ricetta può essere rimotivare questa gente, non a chiacchiere ma a fatti e cioè riprendere il profilo di un centrosinistra di combattimento che è su temi come la precarietà , il lavoro, la sanità, la progressività fiscale eccetera. Dice cose precise e  si comporta in modo coerente con quello che si chiama centrosinistra. Perché se mai invece si pensa di assomigliare a quelli di là o di avvicinare quelli di là, gli si tira la volata. E’ tutta qua la cosa. Rialzare le bandiere, un centro sinistra di combattimento, rimotivare i nostri elettori con l’unità, certo ma che non vuol dire un centrosinistra con gli Alfano, Schifani. E anche se lo dicesse Bersani i nostri non capiscono e non votano”.

Quindi il rinnovamento passa ed  è passato da una scissione. Oggi con quali prospettive?

“Noi vediamo che abbiamo toccato  un nervo molto sensibile, in  tutti i giri che ho fatto ho trovato sempre  più gente che sedie. Sempre, sempre. Naturalmente ti guardano con attenzione e un po’ con sospetto perché vogliono vedere se passo dalle parole ai fatti, però non c’è dubbio che c’è assolutamente  questa  esigenza. Cioè noi abbiamo metà dell’elettorato del centrosinistra che non va a votare. Se non si vede questo non si vede la famosa mucca nel corridoio”.

Le notizie dell’ultim’ora cosa ci possono dire su Pisapia, Calenda e tutti quei raggruppamenti che cercano una intesa?

“Ci aggiorniamo continuamente, vedremo in settimana. Ma io non vedo problemi particolari. Nonostante quello che si dice”.

Preferite lavorare piuttosto ad una prospettiva politica nazionale?

“Certo, ma lavoriamo anche sul piano della Sicilia e soprattutto a una parte politica progressista con un appuntamento anche di partecipazione. Ci metteremo su questa strada”.

&
 mi-piace

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