Campobello di Licata, omicidio Smiraglia nell’89: arrestato Angelo Gammino, deve scontare 12 anni

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Campobello di Licata, omicidio Smiraglia nell’89: arrestato Angelo Gammino, deve scontare 12 anni

di Redazione
Pubblicato il Giu 29, 2018
Campobello di Licata, omicidio Smiraglia nell’89: arrestato Angelo Gammino, deve scontare 12 anni

Per conoscere la storia di Angelo Gammino bisogna fare un salto nel passato di quasi trent’anni e tornare nel 1989. A Campobello di Licata, così come nel resto della provincia di Agrigento, è in corso una sanguinosa faida mafiosa. Lo scontro tra Stidda e Cosa Nostra lascia dietro di se morti in ogni angolo della Sicilia e, l’agrigentino in particolare, diventa teatro di una vera e propria guerra. A Campobello di Licata a contendersi la leadership sono il clan Ingaglio, vicino alla Stidda, e il clan Chiatti di Cosa Nostra. 

E’ un caldo giorno di agosto del 1989. Un commando di killer  stiddari entra in azione per uccidere Giuseppe Smiraglia, referente della cosca opposta, ma sbagliano obiettivo. A cadere è il fratello di Giuseppe, Giovanni Smiraglia. 

E qui entra in scena Angelo Gammino, nipote di Diego Ingaglio (ucciso a Naro nell’ottobre 1991). Gammino viene condannato alla pena di 30 anni per essere il mandante dell’omicidio Smiraglia ma non si trova. E’ latitante. E ci resta fino al 2001 quando, per una pura casualità, viene scovato dalla Squadra Mobile di Milano a Barcellona, in Spagna. Un funzionario della sezione criminalità organizzata della Questura di Milano lo riconosce mentre passeggia, insieme alla compagna, in calle d’Argò, una trafficatissima via catalana. Estradato in In Italia, è stato subito trasferito a Rebibbia dove, prima di essere scarcerato nel 2016 per motivi di salute, ha il tempo di assistere alla “spettacolare” fuga del fratello ergastolano Gioacchino – ergastolano e detenuto insieme a lui a Roma – evaso nel 2002 dal penitenziario mentre si girava un film per la Rai.

Angelo Gammino, che oggi ha 68 anni, è stato arrestato ieri mattina a Lissone, in Brianza. 

Anche prima sparire nel nulla gli inquirenti avevano seguito le sue tracce partendo proprio da quella zona.  Il 19 giugno scorso il tribunale di Palermo ha ripristinato la misura, per i 12 anni ancora da scontare. I carabinieri di Desio (stazione di Lissone) lo hanno raggiunto a casa sua per notificargli il ripristino della pena. Al momento Gammino si trova quindi ai domiciliari, in attesa della valutazione sulle sue condizioni di salute per capire se sono compatibili con il carcere.


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