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Ragazze minorenni e prostituzione: blitz “Ju-ju”, fermate quattro persone

di Redazione
Pubblicato il Giu 13, 2016
Ragazze minorenni e prostituzione: blitz “Ju-ju”, fermate quattro persone

Un’organizzazione reclutava in Nigeria giovani donne da far entrare clandestinamente in Italia con la prospettiva di un lavoro in Europa; ma le ragazze venivano avviate alla prostituzione. I trafficanti operavano in Libia, Nigeria e Italia e il traffico e’ stato scoperto dalla polizia nel’operazione denominata “Ju-ju”. Per far sottomettere le donne, reclutate in Nigeria, venivano praticati riti voodoo per i parenti che rimanevano nel loro paese d’origine. Le ragazze erano costrette al giuramento ju-ju, da cui il nome dell’operazione. Con l’accusa di tratta di essere umani, aggravata dal carattere transnazionale dell’associazione, sono stati fermati da Sco e squadra mobile di Ragusa, in collaborazione con le squadre mobili di Torino e Brescia, quattro nigeriani, tre donne e un uomo: Susan Osariemen Igbinosun Friday, 27 anni; Evans Aghayerinmwine, di 36; Patience Uwa, di 50; Faith Omorodion, 44 anni. Una quinta persona e’ ricercata. Le indagini sono scattate in seguito alle dichiarazioni di una giovane nigeriana che, dopo essere sbarcata a Pozzallo, e’ stata convinta dalla squadra mobile di Ragusa a denunciare l’organizzazione. La polizia ha messo sotto controllo i numeri di telefono che la ragazza avrebbe dovuto contattare una volta arrivata in Italia e ha scoperto l’esistenza del sodalizio composto da libici organizzati per reclutare donne in Nigeria e pianificare il viaggio per raggiungere la Libia. Ha anche intercettato le conversazioni telefoniche di persone in Sicilia che avrebbero, con la complicita’ di altre persone in Italia, avviato le ragazze alla prostituzione. Il debito contratto dalla ragazze, costituito dal viaggio veniva quantificato dall’associazione in 35 mila euro, facendo in modo cosi’ che per estinguerlo attraverso la prostituzione avrebbero dovuto restare schiave a tempo indeterminato. I gip di Torino e Brescia hanno applicato la misure detentive e convalidato il fermo, rimettendo gli atti per competenza alla procura di Catania.


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