Un anno fa ci lasciava un gentiluomo: omaggio a Fabrizio Zicari

Un anno fa ci lasciava un gentiluomo: omaggio a Fabrizio Zicari

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Fabrizio Zicari

Fabrizio Zicari in questa fotocomposizione di Diego RomeoEsattamente un anno addietro, ci lasciava Fabrizio Zicari, persona di valore assoluto, grande uomo,  con un proverbiale senso di  attaccamento alla moglie e ai suoi figli , ferito mortalmente da un male che ha ingaggiato con lui una lotta impari. Ho avuto il piacere di conoscere,frequentare e ammirare Fabrizio. Una grandiosa personalità, sempre a disposizione di tutti, una calma  e una saggezza che distribuiva a chiunque entrasse in contatto con lui. Amante del calcio, anche se ahimè della squadra sbagliata; amante della lettura e della prosa. Proprio in quest’ultima si era più volte cimentato , partorendo  opere che è riuscito anche a realizzare in rappresentazioni teatrali, come “Luna Balocca”, suo personalissimo vanto. Amante della sua città, per la quale si è speso molto dapprima politicamente parlando e, successivamente, nel quotidiano con il suo essere. Nella vita abbiamo tutti dei modelli da seguire, delle persone che più delle altre, e non per forza con gesti eclatanti e clamorosi, hanno lasciato in noi un segno indelebile. Fabrizio, per me, era così.

La messa in suo ricordo è fissata per le 18:00 nella Chiesa di San Leone.

 

Non potevo non concludere, e sono sicuro che questo lo avrebbe apprezzato, con la pubblicazione di alcune sue poesie, pensieri. Questo il nostro modo di rendere omaggio ad un grande uomo:

 

“Stupor mundis, Federico, ci credevi, vero? E io come te ci credo ancora! Ti amo Agrigento, città volgare ed ignorante, amo i tuoi tramonti che nessun famelico predatore potrà mai rubare e quel tuo modo strano di stare sospesa tra l’azzurro del mare e l’ocra della terra. Amo i rimbombi che coprono i silenzi dei tuoi vicoli stretti bui e quella fiacca luna che ogni mese, appendi al colmo delle tue scalinate. Amo il tuo cielo e il nostro fiume ignorato, amo le basse gobbe delle tue colline ed i mandorli vecchi con i loro fiori di neve ed il languido attorcigliarsi dell’ulivo saraceno. Indispettito amante ti cerco come compagna, etera distratta nella breve solitudine dei miei pensieri.”

 

“Il pensiero di ieri
è già un vecchio ricordo
Ho nostalgia
E non piango.
La mia gioia è un peccato diverso
È volontà di vivere un momento
intensamente
senza ragione
con sentimento”

 

“Era un settembre di sole
e tra i ricordi
tante parole
e l’acerbo sapore
di un amore
appena nato.
Dolce compagna
ricordi i timidi passi
e le voglie d’adulto?
Guardavi, a volte stupita,
il piccolo istrione
ed il tempo passava,
sicuro.
Ti amo, lo sai,come allora
e nel vociare festoso
della nostra famiglia
sento,come allora,
l’acerbo sapore.”

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