Agrigento, blitz “Duty Free”: i due medici coinvolti si difendono da accuse

Agrigento, blitz “Duty Free”: i due medici coinvolti si difendono da accuse

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Alcuni indagati dell'operazione Duty free

Si sono conclusi, ieri, gl interrogatori dei garanzia degli arrestati dell’operazione “Duty Free” che ha visto coinvolti dipendenti dell’Agenzia delle Entrate ed imprenditori di Agrigento.

Ieri, dicevamo, è stato il turno dei medici Santo Pitruzzella, 65 anni, favarese,difeso dall’avvocato Scozzari, accusato di aver attestato una “cervicobrachialgia” fasulla al funzionario Giuseppe Castronoovo per consentirgli di assentarsi per un giorno dal proprio lavoro, Giovanni Crapazano, 67 anni, anch’egli favarese, accusato di aver sottoscritto 3 certificati medici falsi, sempre nei confronti di Castronovo, difeso dall’avvocato Antonino Gaziano.

I due respingono le accuse addebitategli e cioè di aver favorito l’assenteismo di alcuni indagati e ribadiscono la correttezza del loro operato.

Non ha risposto invece alle domande del gip, la moglie di Castronovo, Piera Callea, 50 anni, di Favara, indagata con l’accusa di falso e alla quale era stata applicata la misura dell’obbligo di firma. La Callea si è avvalsa della facoltà di non rispondere ed è difesa dall’avv. Santo Lucia che è anche il difensore di un imprenditore, Salvatore La Porta, 43 anni di Porto Empedocle, titolare della Metalmeccanica Agrigentina, coinvolto anch’egli nell’inchiesta, e che ha scelto di rispondere alle domande.

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