Agrigento

“Agrigento immobile come un pc che sta caricando”, intervista a Fabrizio La Gaipa

Imprenditore, pentastellato, presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi. C’è da rovinarsi con questa intervista, troppe responsabilità ci ricadono addosso. Inizio col non inquinarti. Dimmi tu l’aria che tira.

Agrigento sta vivendo e continua a permanere nella sua situazione. Una quasi immobilità come quando vedo il computer che sta caricando … ci sono progressi lenti, non ci sono novità sostanziali. Piccolissime cose.”

Dormienti gli agrigentini o dormiente la classe politica? Davvero ci vuole il lanciafiamme fatto sventolare da Renzi?
“Di solito mi trovo a parlare della nostra classe dirigente con persone che vengono da fuori, che si accorgono dei nostri problemi, delle nostre potenzialità e le discrepanze li sorprendono moltissimo. Quando ci lamentiamo della classe dirigente non sarebbe banale chiedersi chi ce li ha mandati, per cui credo che mediamente abbiamo quello che ci meritiamo e dovremmo cercare per il futuro di ambiare a qualcosa di meglio. Siamo sempre molto bravi a lamentarci poi siamo più attenti agli interessi particolari. Certe categorie, per esempio quelle del turismo come faccio io, percepiscono in maniera diversa, per cui se abbiamo l’immondizia per le strade è ovvio che ne soffriamo più degli altri. Molti ancora non hanno queste percezioni e vanno a scaricare l’immondizia sulla strada di Punta Bianca.”

Una mail dei due consiglieri pentastellati, l’altro giorno, informava di una “amministrazione comunale con l’acqua alla gola”. Una definizione inequivocabile. Cosa ti fa percepire?
“L’amministrazione comunale è palesemente in grossissime difficoltà, poi se le difficoltà riguardano la congiuntura oggettiva che stiamo attraversando o perché non sono state intraprese maniere migliori, in questo momento non è facile capirlo. Certo è vero che ci si è concentrati su temi non particolarmente rilevanti, tralasciando le cose di fondamentale importanza. Se la città ha un contesto degradato, con problemi per l’approvvigionamento idrico, se la promozione turistica nonostante la buona volontà di alcuni langue o è pessima, allo zero assoluto. Quando una cosa non si fa o non ci sono le volontà o non ci sono le capacità”

Tu sei presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi e il sindaco, Lillo Firetto, è presidente del Distretto Turistico. D’amore e d’accordo?
“Il consorzio è un Ente privato cui fanno capo una cinquantina di soci privati, il signor sindaco non ha nessun titolo per influire.”

Ci sono le coordinate per collaborare?
“Anche se siamo di confessioni politiche diverse e opposte, da un punto di vista e dal mio canto devo rappresentare tutte le sensibilità che si trovano all’interno del consorzio per cui il fatto che io possa avere un’idea in nessuna maniera è giusto che che influenzi il mio comportamento . Per fare onore al mio incarico di rappresentanza cerco di collaborare con il Comune di Agrigento a prescindere da chi sia il Sindaco. Fatta la doverosa premessa va detto che non abbiamo tentato lungamente di collaborare, stiamo tentando ulteriormente di collaborare, talvolta ci si riesce e altre diventa più complicato per il cammino astruso e burocratico”

L’enorme afflusso di turisti che c’è stato insegna a non sbagliare in che cosa per il futuro? C’è stata una riflessione al vostro interno in tal senso? Cito, per esempio, il disappunto confidenziale di un’attrice la cui compagnia non trovava l’acqua per lavarsi o, ancora per fare un esempio, la mancata illuminazione della panoramica dei Templi.
“Noi facciamo delle proposte alle istituzioni. E’ vero che stiamo avendo flussi importanti di turismo per tante ragioni, per esempio chi doveva andare in Turchia o in Magreb ha scelto la Sicilia, però dal punto di vista ricettivo è difficile stabilire se ci sia stato maggiore afflusso perché di solito ad agosto noi siamo sempre saturi. Per i servizi si potrebbe fare molto di più, e dico una banalità, noi per potere migliorare la redditività del turismo agrigentino, basterebbe che il Comune di Agrigento piazzasse un vigile urbano per gestire i pullman che arrivano ai Templi per “obbligare” i turisti ad imboccare la passerella per andare nell’area di Giove e uscire dalla Porta Quinta,; in questa maniera la visita si prolungherebbe di almeno mezz’ora. C’è molta permissività in tal senso.”

Per il turismo di bassa stagione mi pare non ci si pensi granché. Dove sono finiti i progetti di un turismo convegnistico-turistico?
“Ho notizie che per il Palacongressi nulla si muove. Ci sono stati solo proclami e non è stato consegnato niente all’Ente Parco. La ss640 va come va, la ss189 per Palermo sappiamo in che condizioni versi. Il problema della convegnistica è anche strutturale, di organizzazione e, da molti punti di vista, non credo ci sia la maturità. Basti pensare che non appena c’è un evento grosso vengono fuori le polemiche perché c’è la strada chiusa….Discorsi che ci portano sempre a “sopravvivere” di turismo e non a viverci come sarebbe peraltro più logico fare.”

Non pensa che l’occasione di Google Camp poteva essere colta al suo meglio con ben altra trattativa o iniziative e non solo al dietro pagamento dei famosi 100.000 €?
“”Io al Google Camp avrei dato 200.000 euro perché la loro presenza porta, all’interno della nostra località, servizi, immagine e nomi di rilievo mondiale. Guardiamo alla Costa Smeralda diventata quella che è grazie all’AGA Khan e dove la gente ha oggi i soldi che noi non avremo mai. Se uno qualsiasi di loro si innamorasse di questa zona si potrebbe decidere di farla diventare una nuova Costa Smeralda. Qualsiasi cifra sarebbe un investimento con il Google Camp, molto spesso non abbiamo la lungimiranza di capire di che cosa stiamo parlando.”

Come presidente del Consorzio quali sono i prossimi obiettivi che vorresti raggiungere?
“Abbiamo firmato, con la collaborazione del Comune di Agrigento, un protocollo d’intesa per una serie di azioni di cui però non siam riusciti a trovare la giusta sintesi, alcune cose sono state fatte, per esempio abbiamo inviato sei documentari su Agrigento che girano sulle Tv private d’Italia, abbiamo sponsorizzato la presenza della “pietra lunare”, per la Sagra abbiamo realizzato “Il mandorlo a tavola” che è stato un grande successo, infine attivato corsi di formazione. Però queste sono azioni di privati. Il problema di una destinazione parte da lontano, la prima cosa che ci vuole è una cartolina illustrata che invogli a scegliere la destinazione. La prima cosa che dobbiamo recuperare è il territorio che non è cosa semplice, è un lungo processo che però deve essere avviato, fare una promozione vera della città. Noi siamo qui a fare la nostra parte e speriamo per gli altri che ci aiutino a vivere di turismo e non a sopravvivere”

Hai ricordato la Sagra che è sempre un nome magico per Agrigento. In questi giorni fosche nubi vi si addentrano sopra fra tagli, indecisioni e poca fantasia nel ripensarla. Chi la può o vuole prenderla in mano questa manifestazione?
“ La Sagra intanto non ha alcuna sostenibilità economica così come è stata fatta e quindi mi pare impossibile che gli imprenditori possano prenderla in mano. Noi, come detto prima, abbiamo avuto un buon ritorno economico con l’iniziativa “Mandorla a Tavola”. La formula del weekend per la Sagra è una formula vincente, nessuno può occuparsi di Sagra, senza un ritorno economico. Ci vuole la buona volontà. Mettiamo pure conto che ci sono tante di quelle emergenze che alla fine la Sagra non è poi quella cosa così indispensabile per la città e quindi diventa quasi un hobby. Si deve dare l’incarico della Sagra a chi è libero da altri impegni per dedicarvisi con maggiore attenzione. Bisognerebbe delegare, cosa che non avviene per mancanza di fiducia.”

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