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“La Questura di Agrigento tra cronaca e storia”: presentato il libro di Paolo Cilona

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Il tavolo dei presentatori

Sabato 26 novembre  verrà assegnato il Premio Telamone per la quarantesima volta e Paolo Cilona, che ne è il presidente, lo ha fatto coincidere con la presentazione del suo nuovo libro “La Questura di Agrigento tra cronaca e storia” che si è svolta stasera presso il salone del Parco Archeologico Valle dei Templi.

Poco più di duecento pagine con le quali Cilona si conferma un prezioso e utile storico della comunità agrigentina come è stato anche rilevato dai relatori incaricati: il questore Mario Finocchiaro, Salvatore Cardinale presidente Corte di appello di Caltanissetta, l’assessore comunale Gianfranco Miccichè, il giornalista Stelio Zaccaria, il segretario Cgil Massimo Raso.

Di grande spessore l’excursus storico del dott. Cardinale che è stato per anni nella Procura agrigentina e ha corredato la narrazione con aneddoti e considerazioni personali.

Il libro è dedicato” A tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato e in ricordo di Antonio Manganelli” (capo della polizia dal 2007 al 2013) e non sono mancati i momenti toccanti allorchè Daniela Ilardi, giovane poetessa agrigentina, ha dedicato al padre poliziotto una sua poesia mentre un’altra nota poetessa, Giuseppina Mira, ha letto  i suoi versi dedicati a san Michele patrono e protettore della polizia.

L’attore Nino Bellomo, invece,  in avvio di serata ha letto la preghiera dei poliziotti.

Oltre a un foltissimo pubblico e al moderatore Francesco Cilona erano presenti tutti i rappresentanti delle istituzioni, il direttore del Parco Giuseppe Parello che poi cederà cavallerescamente il posto al tavolo della presidenza alla  ispettore capo Maria Volpe, l’avvocatessa Grillo figlia del commissario Onofrio Nicolaci brillante detective negli anni venti, numerosi funzionari di polizia.

Con accuratezza  ed equanimità tutti i protagonisti vengono ricordati in questo libro che è una cronotassi che inizia nel 1878 fino al 2016.

Antonino Cufalo, riberese e attuale vice capo della polizia che firma la prefazione, scrive che ”i profili sono sobriamente tracciati e si caricano di un significato che trascende il semplice quadro biografico e porta a riflettere sull’impegno generoso di tante donne e uomini spesso lontani dalle lusinghe abbacinanti della cronaca che diuturnamente esprimono altissimo senso del dovere e spirito di sacrificio. Una narrazione asciutta ed efficace che permette oggi la migliore  comprensione dei fatti descritti, così come delle condotte e delle ragioni di chi ne fu protagonista”.

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