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Regionali 2017: Mariano Ferro ed i Forconi ci saranno. Il 16 gennaio la maxi protesta. E ad Agrigento?

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Mariano Ferro, leader dei "Forconi"

Un popolo esasperato che non ne può più.

Era questa la motivazione che spinse Mariano Ferro, nel 2010, a dar vita ai comitati in rete per l’agricoltura raccogliendo iscritti in tutta la Sicilia. L’imprenditore agricolo di Avola qualche tempo dopo avrebbe fondato il Movimento dei Forconi; un esercito

di autotrasportatori e agricoltori in rivolta si unirono contro il caro benzina, la pressione fiscale, una politica sempre meno rappresentativa ed il governo Lombardo. In segno di protesta, per giorni bloccarono radicalmente quella fetta di buona economia di cui erano portatori nell’Isola. Il suo movimento è stato accusato di infiltrazioni mafiose, specie dall’ex leader di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, accuse che Ferro ha sempre rispedito al mittente.

Nell’Ottobre del 2012 Ferro ed il suo movimento si candidarono alle elezioni regionali, ottenendo il risultato lusinghiero dell’1,55 per cento e considerati i limitatissimi mezzi a disposizione fu comunque un successo.

Adesso, in vista del rinnovo dell’Ars del 2017, “I Forconi” vorrebbero ripartire proprio dal quel risultato tenendo a precisare che non sono portatori di nessuna violenza o strani intendimenti, ma rappresentano quelli che in molti definiscono in modo dispregiativo “popolino“. Un popolino che, però, sembra poco avvezzo a Crocetta, al centro destra e perfino al M5s con cui in passato si era aperto un dialogo perfino per degli obiettivi comuni da raggiungere. In questi giorni una rappresentanza del Movimento dei Forconi, a Roma in protesta nei pressi di Montecitorio, ha dichiarato: “Siamo venuti a dire al Renzi bis che noi in Sicilia siamo nati e che dalla Sicilia ricominciamo. Sicilia che per non morire deve difendere con qualsiasi mezzo quel poco che è rimasto. Difendere le attività produttive esistenti ed incentivarne di nuove, proteggere settori come l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, il commercio. E senza alcun timore di parlare di protezionismo. Pretendiamo la de-fiscalizzazione dei carburanti per noi che siamo ai margini dell’Europa, pretendiamo le stesse infrastrutture delle regioni del Nord, lo stesso livello di servizi. Nell’isola da lontano, invece, guardiamo il Governo che aiuta le banche, risponde alle multinazionali, all’Europa, a tutti tranne che al tessuto che ha fatto forte il Paese … è più semplice abbandonarci al nostro destino. Per non parlare di Crocetta“.

Forconi, ci dichiarano, sono e saranno parte importante della partita nelle piazze e nelle urne. Anche per questo il prossimo 16 Gennaio si faranno sentire con una maxi protesta. Primi movimenti per formalizzare la candidatura di una lista alle prossime elezioni regionali che, in periodo di forte malessere, potrebbe riservare delle sorprese. Ad Agrigento, nel recente passato, aderirono ai Forconi soprattutto lavoratori e operai della provincia (Canicattì, Campobello di Licata, Favara) che per farsi sentire bloccarono alcune arterie della città come la “rotonda di Giunone”; difficilmente diranno di no al “richiamo” di Mariano Ferro per rilanciare un comparto in crisi e porre al centro vecchi temi come “la terra”, l’agricoltura in primis.

Il consigliere Marcello La Scala
Il consigliere Marcello La Scala

Tra i volti noti in città, prima di passare al M5s, aveva aderito ai Forconi l’ex consigliere comunale Marcello La Scala.

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