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La fortezza dell’Occidente, una convivenza pacifica tra diverse identità religiose: Palermo

L’arcivescovo Mons. Corrado Lorefice concede alla Comunità ebraica l’Oratorio di Santa Maria del Sabato, nei pressi dell’antico quartiere ebraico di Palermo. L’edificio concesso in comodato d’uso sarà adibito a sinagoga. Tra crescenti tensioni religiose di cui l’Occidente è stato teatro, Palermo si candida ad essere modello d’integrazione tra differenti comunità religiose.

I recenti fatti che hanno sconvolto l’Occidente non hanno ancora trovato una matrice certa, sicura, infatti emergono scenari dubitabili e motivazioni altamente problematiche.  Azioni scellerate frutto di un fanatismo isolato o  forse la materializzazione della, fantomatica,  jiahd? Il fondamentalismo islamico e la nascente organizzazione terroristica dell’Isis appaiono, ultimamente, all’opinione pubblica intessuti di aspetti eccessivamente politicizzati e come tali dietro  giochi di potere  lontani da noi per essere ritenuti  causa prima  di tutto questo spargimento di sangue.

Eppure oggi c’è un luogo dove, in maniera quasi paradossale, le differenze uniscono, gli usi e le tradizioni religiose non si dichiarano guerra ma convivono nel quotidiano. Basta passeggiare tra le vecchie vie del Kassaro, guardarsi intorno tra uomini di ogni nazionalità o alzare il capo per osservare i nomi delle vie trascritte in arabo, per rendersi conto di come Palermo rappresenti l’emblema della multiculturalità e della convivenza a pacifica. Nel 1492 la regina Isabella di Castiglia e Fernando d’Aragona ordinavano l’espulsione dei gruppi di uomini ebrei dai loro possedimenti. Con riferimento a tale decreto l’anno successivo la comunità ebrea veniva espulsa dalla città. Il 12 gennaio del corrente mese mons.  Corrado Lorefice ha ufficialmente concesso all’unione delle Comunità ebraiche l’Oratorio di Santa Maria del Sabato, sito tra la via Maqueda e la via Roma, nel complesso della chiesa di San Nicola da Tolentino. La notizia doveva restare secretata fino al decorrere della data dell’anniversario,  tuttavia uno dei maggiori media israeliani,  Jewish Telegraphic Agency ha diffuso anticipatamente la notizia.

E’ importante che la decisione presa sia stata voluta in prima persona dal capo della nostra Arcidiocesi . L’Arcidiocesi di Palermo si fa interprete e testimone di una cristianità d’Occidente che unisce, che sana, che non crea fratture. Un tale decisione esprime,  più in generale, la promozione del capoluogo siciliano, come modello assoluto del dialogo inter-religioso e del consolidamento  di una multiculturalità che è consueta tra le vie del Kassaro o della Kalsa. D’altro canto Palermo si arricchisce nuovamente  di un tassello mancante, come quello della comunità ebrea praticante, rituffandosi a capofitto negli antichi fasti del passato, che in epoca medioevale  l’hanno vista protagonista a livello dell’Occidente europeo come una delle più grandi metropoli, nel senso etimologico della parola città madre: “[…]una città molto diversa dalle altre città italiane, con una sua identità molto particolare e una bellezza tutta sua. […]” (Daniel Pennac)

Domenico Napoli
Scienza filosofiche  – Unipa-

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