Agrigento, Cardinale Montenegro: “Pasqua è per i credenti e i non credenti”

Agrigento, Cardinale Montenegro: “Pasqua è per i credenti e i non credenti”

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Il cardinale Montenegro e il direttore dell'Amico del popolo don Petrone

Il cardinale Montenegro e il direttore dell'Amico del popolo don Petrone
Il cardinale Montenegro e il direttore dell’Amico del popolo don Petrone

Tradizionali e mai desueti auguri  del cardinale Francesco Montenegro che stamane ha convocato la stampa  per consegnarle il suo messaggio pasquale  rivolto alla Diocesi. “Sono i giorni in cui tutti ci scambiamo gli auguri di Pasqua e per un vescovo lo scambio di auguri ha un significato grande. Della Pasqua tutti abbiamo bisogno, credenti e non credenti, Gesù risorto ci dice di guardare al futuro, ci dice della possibilità di rinnovarci e cambiare. Buona Pasqua lo dico a tutti con affetto e sincerità, Pasqua vuol  dire passaggio e tutti abbiamo bisogno di questo passaggio, soprattutto in questa terra dove di rassegnazione ce n’è tanta, di sofferenza ce n’è tanta e di povertà ce n’è tanta. Non rassegniamoci a Pirandello e non facciamone una scusa. Una strada nuova è sempre possibile trovarla, Agrigento ha bisogno di speranza e come agrigentini dobbiamo sentire la voglia di cambiare la nostra storia . Questo è il desiderio di un vescovo, questo è il sogno di un vescovo, vorrei che questa Pasqua arrivasse a tutte quelle persone che hanno il cuore spento, a quelli che soffrono sia spiritualmente o fisicamente, a quelli che non sanno guardare al futuro, vorrei che questo augurio di buona Pasqua entrasse nel cuore dei bambini e in quello degli anziani che si credono inutili e invece sono una ricchezza per la società perché con la loro esperienza possono tenerci per mano. Buona Pasqua a voi che fate il servizio di mettere in comunicazione la realtà con le persone e siate sempre capaci di dare le notizie buone che ce ne sono tante.”

Sua Eminenza Montenegro si è poi recato nella chiesa di san Domenico dove ha celebrato una Santa messa appositamente per i dipendenti pubblici e con una omelia che ha focalizzato le problematiche della categoria così vitale per il funzionamento dello Stato e il bene della collettività. Infine si è recato nel foyer del Teatro Pirandello dove ha presenziato alla inaugurazione della mostra che ricorda attraverso le brochure le messinscena che si sono avvicendate fin dal giorno della sua apertura al pubblico.

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