Agrigento, Cga “iscrive” nella “white list” Soambiente: accolto appello cautelare

Agrigento, Cga “iscrive” nella “white list” Soambiente: accolto appello cautelare

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Nicolò Sodano detto Giovanni il fratello Calogero

Come si ricorderà la società agrigentina Soambiente srl, dei fratelli Calogero e Nicolò Sodano di Agrigento (coinvolti in una vicenda di mazzette versate a dirigenti regionali (caso Cannova) che si occupa prevalentemente dell’attività di smaltimento rifiuti, era stata destinataria di un’informativa prefettizia atteso che la Prefettura di Agrigento aveva ritenuto sussistente il pericolo di condizionamento da parte della criminalità organizzata per effetto di collegamenti societari tra un socio della società ed un socio di altra società arrestato durante l’operazione antimafia Nuova cupola. Ma la Soambiente aveva proposto un ricorso giurisdizionale per l’annullamento dell’informativa , con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino ed Enrico Quattrocchi; in particolare i difensori avevano sottolineato che le misure cautelari emesse nei confronti del socio dell’altra società erano state annullate dal Tribunale del riesame stante l’insussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Il Cga, condividendo le tesi dei difensori, aveva accolto l’appello cautelare. Ma la Prefettura di Agrigento aveva reiterato l’informativa interdittiva nei confronti della Soambiente; anche stavolta la società agrigentina adiva le vie legali, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Enrico Quattrocchi. I due difensori hanno dimostrato in giudizio che il socio dell’altra società era stato assolto dal Gup di Palermo, con sentenza confermata dalla corte d’Appello di Palermo ed ancora che i titolari della società avevano denunziato alle forze dell’ordine ogni fatto di reato commesso in loro danno. Anche stavolta il Cga, condividendo le tesi dei difensori, accoglieva l’istanza cautelare, ritenendo sussistente il “periculum in mora”. Alla luce dell’ordinanza cautelare resa dal Cga la Prefettura di Agrigento ha disposto l’iscrizione della Soambiente srl nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti al tentativo di infiltrazione mafiosa (cd. “white list”) e, pertanto, la società agrigentina potrà riprendere l’attività di gestione di due discariche di rifiuti inerti già ritualmente autorizzate dall’Assessorato Regionale dell’energia e dei Servizi di pubblica utilità. L’informativa antimafia interdittiva era stata emessa in quanto i tre soci erano anche detentori dell’intero capitale sociale di Soambiente srl, raggiunta da un’informativa antimafia. Nel provvedimento prefettizio si faceva riferimento a rapporti societari intercorrenti tra uno dei soci, Salvatore Guarragi, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Nuova Cupola”; ed infine, per effetto anche di ulteriori rapporti societari intercorrenti Guarragi e Gerlando Gibilaro, anch’egli arrestato nella stessa operazione antimafia denominata “Nuova Cupola”, la Prefettura di Agrigento riteneva sussistente il pericolo di infiltrazione mafiosa.

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