Agrigento

Agrigento, Servillo e Riondino protagonisti del “Premio Pirandello” (ft e vd)

‘Servillo è un attore incredibile, da cui non si riesce a distogliere lo sguardo’”.
“Michele Riondino rappresenta una delle più interessanti figure del cinema e del teatro italiano degli ultimi quindici anni”.
Bisogna credere sulla parola di Pamela Villoresi e Sebastiano Lo Monaco che hanno scandito l’incipit della motivazione del Premio Pirandello al Gep Gambardella de “La grande bellezza” e al “Giovane Montalbano” delle fiction di Camilleri.

La serata strettamente riservata a un pubblico colto e inclito di addetti alla politica e agli scrittori “on road” si è svolta nello scenario naturale e impagabile (anche per Google) offerto dalla magnificenza del Tempio della Concordia e impreziosita dalla presenza del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che anche in questa occasione non ha mancato di rimarcare la sua discrezione e il suo eloquente silenzio. Non ha profferito, infatti, una sola parola.


Al suo arrivo ha salutato con una stretta di mano tutti gli ospiti di prima fila (Alfano, Crocetta, Bray, Ardizzone e vari altri deputati) avvicinandosi a loro con grande cordialità.

Lo si è notato chiaramente dal palchetto dove gli organizzatori avevano relegato stampa e cameramen, ostacolati nel lavoro dal controluce di un tramonto che tardava ad eclissarsi dietro le colline di Montaperto.

Giornalist relegati  nel solito palchetto malfermo

Giornalist relegati nel solito palchetto malfermo

Un palchetto talmente di fortuna e traballante da compromettere le riprese della Rai e con il cameraman che cercava di spiegare disperatamente in cuffia al regista che il pavimento del palco era affollato di altri cronisti che dovevano pur muoversi per catturare qualche foto. Impossibile per la stampa, come in altre occasioni, la libertà di muoversi anche con discrezione per osservare da vicino e poi raccontare al lettore.
Problemi di sicurezza imprenscindibili. ci hanno spiegato – anche se poi i cronisti più attivi e “temibili” si contano su un palmo di mano quindi tranquillamente individuabili e controllabili. A nostro parere una modalità di eseguire l’ordine pubblico che potrebbe essere discussa.


La commissione che ha assegnato il Premio Pirandello a Servillo e la Targa a Riondino, era composta dal presidente emerito della Fondazione Sicilia, Gianni Puglisi, dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, dal vicepresidente della Fondazione Federico II Antonio Venturino, dal presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, dal direttore generale della Treccani, Massimo Bray, dal regista Roberto Andò, dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto (incisivo il suo discorso di saluto ai presenti) e dal presidente dell’associazione Strada degli Scrittori, Felice Cavallaro.


L’inizio della cerimonia, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, è apparsa subito arditissima con un Sebastiano Lo Monaco che ha scandito (citando la firma di Luigi Pirandello, a scanso di equivoci) il famoso “Pupi siamo signor Fifì”.
Non lo si era mai sentito dinanzi ad un pubblico di governanti e di governatori.
Tutti accomiatati sull’onda della celebre aria “Nessun dorma” eseguito da un delizioso terzetto femminile.
Testo e foto di Diego Romeo
mi-piace

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