Agrigento: torna l’incubo del rigassificatore

Agrigento: torna l’incubo del rigassificatore

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Alessio Lattuca l'avvocato Ciancimino Rina e Pietro Busetta Vinti

L’incubo rigassificatore sta sempre lì come una spada di Damocle sospesa sulla Valle dei templi “cancellata per decreto”. Raccontano “Otto anni di lotta all’arroganza contro i poteri forti” Caterina Busetta e Gaetano Gaziano che oggi pomeriggio, nella sala del Parco letterario del Caos, hanno presentato il loro libro sul rigassificatore di Porto Empedocle contro il quale settemila agrigentini votarono contro in un referendum indetto dal sindaco Zambuto che poi inoltrò ricorso contro la decisione degli empedoclini guidati dal sindaco Firetto che oggi si candida a sindaco di Agrigento. Proseguirà Firetto il ricorso di Zambuto contro il rigassificatore? E se vincesse Alessi cosa farà il Silvio presidente dell’Akragas sponsorizzata Enel? Sono questi interrogativi sospesi sul cielo di una campagna elettorale tra le più ipocrite e ambigue che Agrigento abbia dovuto affrontare. Insieme ai due autori la narrazione è stata agevolata dagli interventi di Alessio Lattuca di Confimpresa-Euromed, dell’avv. Daniela Ciancimino (Lega Ambiente), dal prof. Pietro Busetta (economista) e da Domenico Vinti presidente dell’associazione “Il tamburino”. Oltre ai settemila votanti contro il rigassificatore, tutti gli altri non ne escono affatto bene, a iniziare da politici e sindacati che oggi si ritrovano insieme a spremere l’impossibile per proporre Agrigento “capitale italiana della cultura”.

“Sono assolutamente convinto – ci dice Alessio Lattuca – che si sta seguendo un’altra linea di pensiero. Siccome sono sati beccati più volte dalla carta bollata, loro dall’alto della presunzione di potenza oggi logorata  dai fatti polito economici, dicono che non si fa  anche se il rigassificatore andrà a finire nelle mani di Eni. Ma Eni dovrebbe comprarlo solo se ci sarà la sicurezza che tutte le carte siano a posto e non sono a posto perché c’è altro ricorso pendente presentato a gennaio. La mia sensazione è questa, perché di professione faccio la Cassandra, credo che sapremo qualcosa dopo il ballottaggio elettorale. Nessuno dei candidati ancora ha fatto una dichiarazione ufficiale sul rigassificatore. E se questo accade è perché queste non sono politiche serie ma consociativismo della peggiore specie che è cultura nazionale ma specialmente del nostro territorio. Si ha paura di dire quello che è stato ordinato di dire e di fare”.

Ma  questo libro può rappresentare una sfida agli attuali  ragionamenti elettorali? Lo chiediamo a Gaetano Gaziano: ”La presentazione non ha valenza e finalità elettorale, I due maggiori candidati sono sponsorizzati dall’Enel, nessuno può rimproverare all’altro di essere filorigassificatore, poi gli altri candidati scoprono ora di essere contro il rigassificatore, prima non li avevamo visti. Oggi tutto viene usato strumentalmente piuttosto che per effettiva consapevolezza del rischio che si corre. Non è vero che il rigassificatore non si farà più, è vero invece che l’Enel intende vendere il progetto rigassificatore, questo lo ha detto Francesco Starace amministratore delegato di Enel nel marzo di quest’anno alla City di Londra perché l’Enel è una multinazionale e come tale i piani industriali quinquennali vanno presentati alla City. Una vendita tesa a ridurre il debito che ruota intorno a 50 miliardi per cui i titoli di Enel sono stati spesse volte vicini ai cosiddetti “titoli spazzatura”.Oltre a questo, l’acquisto, lo scriviamo nel libro, è condizionato a tre condizioni,primo che l’opera venga dichiarata strategica dal governo e questo è stato già fatto da Renzi, secondo che ci sia la tariffa regolata da parte delle Autorità della energia e del gas, cioè si mette il costo dell’opera a carico delle bollette degli italiani,infine c’è una condizione che dipenderà dal futuro sindaco perché si dovrà impegnare a mantenere il ricorso inoltrato del precedente sindaco Zambuto. Sarà una vera e propria “prova d’onore.”

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