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Akragas: Giavarini si allontana da Agrigento: “Ha senso investire tempo e soldi qui?”

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Marcello Giavarini

Lo dicevamo da tempo e, non meno di sette giorni addietro nell’ultimo numero di Grandangolo, lo avevamo rilanciato: servono i soldi.

Storia di ogni estate. L’ennesima al cardiopalma per i veri tifosi agrigentini. La situazione che si presenta ad oggi, purtroppo, non è delle più rosee e, anzi, si intravedono nubi molto fitte sulla Valle dei Templi. Alcuni segnali erano stati lanciati, anche sotto traccia, nello scorso mese di Dicembre quando, sui social, scoppiò il putiferio tra le due componenti che sorreggono attualmente l’Akragas: la maggioranza, che fa capo a Marcello Giavarini, e la minoranza, guidata da Silvio Alessi.

Uno scontro che aveva sollevato non pochi interrogativi sulla gestione ma, soprattutto, sull’immediato futuro dell’Agrigento calcistica. Insomma, tutto il contrario di quello che si era sbandierato non meno di 12 mesi addietro: “In tre anni la Serie B“.

Per attuare questi lusinghieri progetti, però, oltre alle parole ci vogliono i soldi. E chi decide di investire in questo settore, il calcio di terza serie, lo fa solamente se ne ha uno di grandi vedute. Insomma, l’impressione è che con il senno di poi i grandi proclami effettuati erano più che altro dei vessilli da innalzare solo a tempo debito. La programmazione, anzitutto, avviene con i soldi in mano.

Detto questo, la situazione che ci appare oggi è tutt’altro che rassicurante. Come avevamo scritto in precedenza, prima di pensare all’impianto di illuminazione (un palliativo), al mercato (?!) e all’Esseneto, bisogna pensare alle risorse. Come si pensa di poter andare in Ferrari senza la benzina?

A dare conferma di tutte queste notizie, inoltre, ci pensa lo stesso Marcello Giavarini che, affidandosi al sito ufficiale dell’Akragas, dirama una lettera in cui fa il punto della situazione. Ecco il testo integrale:

E’ necessario fare una cronistoria delle vicende che hanno accompagnato la società biancoazzurra subito dopo la fine del campionato partendoi da venerdì 20 maggio quando è stata convocata l’assemblea dei soci, assemblea voluta da me, per discutere l’iscrizione dell’ Akragas al prossimo torneo di Lega pro. Nel corso della riunione ho espresso la mia volontà che per iniziare il nuovo campionato tutti i soci devono formare un fondo cassa per coprire le spese di avvio e per far ciò ci siamo dati tempo fino a giorno 27 dello stesso mese in modo da permettere a tutti di aderire ognuno per la propria quota parte. Solamente dopo tale conferimento da parte di tutti i soci avremmo iscritto la squadra al campionato 2016/2017. Nel corso dell’assemblea, ho ascoltato tante belle parole da parte di alcuni soci: chi era in trattativa con alcuni sponsors, chi era in contatto con qualche gruppo che voleva entrare come socio con apporto di capitali. Personalmente ho manifestato la mia piena disponibilità a tutte le condizioni prospettate ma entro un termine preciso e cioè entro il 27 maggio tutte le ipotesi avanzate dovevano concretizzarsi altrimenti se i soci non avessero coperto o ceduto le loro quote noi non avremmo iniziato un nuovo campionato con l’attuale struttura societaria. La scorsa settimana, l’assessore comunale Giovanni Amico, grande tifoso dell’Akragas, si e’ messo a disposizione dichiarando che lui si sarebbe impegnato a recarsi a Roma per trovare altri nuovi soci pronti ad entrare nell’Akragas per sostituire chi, all’interno della società, non e’ stato e non e’ in grado di rifinanziare l’Akragas per il nuovo campionato. Di fronte al  buon proposito da parte dell’assessore io mi sono impegnato ad aspettare prima di prendere la mia decisione, se continuare o no con l’Akragas, dando tempo fino al 7 giugno. Se dopo tale scadenza non sarà operativo il fondo economico per finanziare il nuovo campionato, i tempi per l’iscrizione sarebbero venuti meno.

Ieri, lunedì 6 giugno, ci siamo incontrati con il signor Mario Privitera, di cui si e’ parlato parecchio la settimana scorsa come probabile investitore nell’Akragas, in rappresentanza di un gruppo romagnolo. All’incontro erano presenti, oltre al sottoscritto, anche Silvio Alessi, il dottore Piero Tamburo, l’avvocato Enzo  Caponnetto. Dopo una lunga riunione, il signor Privitera, ha manifestato, in maniera chiara, la sua impossibilita’ ad entrare come socio investitore nell’Akragas, ne come persona privata, ne da parte del gruppo romagnolo. Lo stesso Privitera ha manifestato la sua disponibilità come collaboratore commerciale.

Sul fronte degli investitori romani, così come era stato ipotizzato da parte dell’ assessore Giovanni Amico, siamo arrivati al 7 giugno e ancora nessun segnale è pervenuto da parte loro. Nonostante ciò, ieri mi sono sentito con l’ assessore il quale mi ha comunicato che probabilmente le trattative andranno per le lunghe. Oggi, con mio grande rammarico, verifico  che nessuno dei soci ha versato i soldi per finanziare il nuovo campionato dell’Akragas e che tutte le chiacchiere di sponsors o nuovi soci sono rimaste soltanto parole, chiacchiere e illusioni e niente di concreto. A questo punto io mi chiedo se e’ il caso per me di restare ad investire soldi e tempo in una città come Agrigento dove a pochi interessano le sorti dell’Akrags?

 

Ricordando alla città e agli sportivi dei miei buoni propositi e che sono venuto ad Agrigento ad investire soldi per l’ Akragas, senza chiedere nulla in cambio, adesso la possibilità di iscrivere la squadra al prossimo campionato da socio unico  e’ alquanto  remota. A me non interessa possedere l’Akragas da socio unico; io non sono integrato e non vivo ad Agrigento per cui non rientra nei miei piani. Io ho sempre detto che per la mia quota parte di soldi ci sono stato e ci sarò’ sempre ma se i miei soci hanno deciso di non iscrivere la squadra non versando il capitale che serve, io non posso fare altro che accontentarli. Per cui alla luce degli ultimi fatti e cioè la mancanza di nuovi soci che potessero sostituire chi non può sostenere il passo all’Akragas e la mancanza di un fondo cassa da parte dei soci per iniziare il nuovo campionato, io mi prendo qualche giorno di riflessione. Ribadisco ancora una volta che sono disposto a cedere le mie quote a qualche imprenditore o una cordata di imprenditori agrigentini o meno, seri e solvibili, e che abbiano a cuore le sorti dell’Akragas. Chi sia interessato si faccia avanti.

Cordiali saluti”.  Marcello Giavarini

 

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